Cultura

Squid Game: tutti i richiami artistici del mortale gioco coreano

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Squid Game è la nuova serie televisiva Netflix uscita lo scorso settembre, diretto da Hwang Dong-hyuk, composta da nove episodi in cui numerosi giocatori della Corea del Sud si ritrovano in un gioco ‘’mortale’’ per accaparrarsi 45 600 000000 won.

Il ‘’Gioco del Calamaro’’ rimanda ad uno dei giochi tradizionali dell’infanzia coreana, nel quale verranno svolte diverse sfide. Però, i perdenti non escono fuori dal gioco come siamo abituati a pensare, ma vengono ‘’eliminati’’ definitivamente.

In una vita frenetica, controllata e instabile economicamente, si offre loro un’occasione di riscatto.

Empatia per il prossimo, egoismo, materialismo e altro sono parte integrante della serie, ma non è tutto: soffermandoci su un punto di vista estetico e scenografico, possiamo notare dei parallelismi con alcune opere d’arte.

Scelta intenzionale del regista o casualità? Questo non lo sappiamo, ma è bello pensare che l’autore si sia ispirato all’Arte Occidentale.

Escher e le scale gravitazionali

Tra le prime scene di Squid Game, possiamo constatare un ambiente insolito, con delle scale dai colori vivaci e la prima opera parallela è Relativity di Escher, una litografia del 1953. Rappresenta un mondo senza alcuna legge di gravità, in cui le barriere architettoniche sono parte di una comunità idilliaca priva d’identità che svolge le proprie attività ordinarie. Una litografia dal punto di vista confusionario ma allo stesso tempo con tre leggi gravitazionali applicate: sono disposti tre luoghi con leggi diverse che insieme combaciano e sembra comunichino tra loro normalmente. Un parallelismo che combacia alla perfezione, non solo visivamente, ma anche concettualmente, considerato che l’ ambiente funge da ‘’ limbo’’ tra un gioco e l’altro.

Magritte e il Falso riflesso dello Specchio

Il primo gioco è ‘’un, due, tre, stella’’, in cui è presente un robot gigante dall’aspetto di una bambina in stile manga e alla fine del conteggio, colpisce con un laser proveniente dagli occhi i giocatori che si muovono. In effetti l’occhio- laser, ha una verosimiglianza con un’opera particolare di Magritte:  Il Falso Specchio.

Il dipinto del 1928, raffigura un grande occhio in cui l’iride è una finestra dalla forma circolare che si apre su un cielo attraversato da nuvole bianche. La pupilla è un sole nero. Un “falso specchio” che riflette, appunto, in ciò che crediamo di vedere. Infatti i giocatori di Squid Game credono ci sia semplicemente una telecamera che li controlla, quando in realtà è l’arma stessa della loro morte. Un falso riflesso!

Un altro dettaglio che rivede l’opera di Magritte è l’ambiente decorato da nuvole bianche.

L’anatomia di Rembrandt

In alcune scene, ci si ritrova in una sorta di sala operatoria in cui avviene l’asportazione degli organi dei perdenti di cui, successivamente, verranno trafficati. Evitando di spoilerare il contenuto degli episodi, possiamo solo far riferimento all’opera di Rembrandt: Lezione di Anatomia del dottor Deyman.

Eseguita nel 1656, protagonista dello scenario è il cadavere di un malvivente appena giustiziato. Il dottor Deyman, il cui volto è andato perduto, sta aprendo la calotta cranica per procedere allo studio del cervello, mentre è già intervenuto sull’addome. Anche se con motivazioni, etica e sistema sociale differente, visivamente si ritorna ad un passato similare e oscuro.

Cattelan e i Tre bambini impiccati

Anche i cattivi hanno ciò che si meritano! Alcuni dei membri dell’organizzazione vengono ‘’eliminati’’ e successivamente impiccati. Rievoca molto l’opera di Cattelan: Tre bambini impiccati .

In una società colma di tensioni, i bambini sono quelli che assorbono di più e, l’artista, esprime attraverso l’ installazione , una mancata appartenenza al genere umano affermando appunto di essere ‘’figli di tutti e figli di nessuno’’, invitando lo spettatore a riflettere sullo stile di vita attuale.

La stessa valenza può essere correlata alla scena, associandola quindi alla tensione del gioco, della società e della stessa (non) appartenenza al genere umano.

Tante altre sono le opere di artisti che potremmo associare alle scene, ricche di significati e di riferimenti, ma possiamo solo ‘’giocare’’ con la fantasia, farci trasportare dagli avvenimenti e goderci in toto tutta la bellezza di questa serie.

 

a cura di

Antonella Vigorito

 

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Antonella Vigorito
Vive in una provincia sperduta della Capitanata pugliese ma, praticamente si trova ovunque. Laureata in discipline artistiche, dipinge, scrive, organizza eventi culturali e nel tempo libero legge carte astrali, beve birra, vino e whiskey, polemizzando verso il prossimo. Se manca il caffè in casa, comincia ad andare in crisi!