La scuola cattolica recensione
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La scuola cattolica: recensione del film tratto dal romanzo di Edoardo Albinati – RecenSara

Tempo di lettura: 3 minuti

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con RecenSara, la rubrica di cinema a base di recensioni che esplora il mondo delle piattaforme streaming alla ricerca di prodotti, vecchi e nuovi, da consigliarvi (o sconsigliarvi).

La puntata di oggi però non si occuperà di un film presente sulle piattaforme. Il protagonista della recensione di questa settimana è un film in sala che ha fatto molto discutere: “La scuola cattolica“.

Tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, “La scuola cattolica” racconta gli anni in cui l’autore frequentava un liceo privato di Roma ed era compagno di scuola di quelli che sarebbero stati gli autori del massacro del Circeo.

QUI TROVATE IL TRAILER DEL FILM

Partiamo con il dire che “La scuola cattolica” aveva tutte le possibilità per essere un film importante. La pellicola ha però deluso gran parte delle aspettative, polemiche sulla censura a parte.

Un adattamento debole

Il primo errore è stato sicuramente presentare il film come il racconto del massacro del Circeo avvenuto tra il 29 e il 30 settembre 1975. Il romanzo di Albinati infatti, pur raccontando anche la vicenda del Circeo, traccia una panoramica approfondita dell’ambiente sociale in cui l’autore è cresciuto. Religione, educazione cattolica, repressione sessuale, ideologie politiche e violenza si intrecciano nella pagine di Albinati. Il massacro è una delle conseguenze di quel contesto sociale.

Il film, purtroppo, appiattisce totalmente questo aspetto. Nella prima parte abbiamo un accenno agli aspetti sociali assai penalizzato da una scrittura confusa e a tratti banale. La seconda metà è dedicata alla messa in scena del massacro. La sensazione è che le due metà siano slegate tra loro, due episodi a sé stanti.

A mancare è una contestualizzazione socio-politica adatta, essenziale per poter leggere e comprendere queste pagine della storia del nostro paese.

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Benedetta Porcaroli nei panni di Donatella Colasanti

Era necessaria una censura?

Come avrete sentito dalle polemiche degli ultimi giorni, il film diretto da Stefano Mordini, è vietato ai minori di 18 anni in seguito all’intervento della censura. Il motivo? Una narrazione filmica che ha come punto centrale l’equiparazione della vittima e del carnefice (oltre alla violenza delle scene del massacro).

Da un lato questa decisione non fa che confermare l’ipocrisia tanto denunciata dal romanzo di Albinati: nascondere argomenti tabù agli occhi dei minori non impedirà di certo loro di entrarci in contatto. Anzi, la visione di un film che affronta tematiche quali la violenza sulle donne e la mascolinità tossica potrebbe essere un ottimo strumento educativo da utilizzare con le nuove generazioni. Insomma, l’ennesima occasione sprecata in favore di una qualche morale di matrice cattolica. Dall’altro lato bisogna ammettere che la confusione presente nella pellicola ha favorito la decisione della censura, dato che è lo stesso film a non fornire gli strumenti necessari per poter comprendere le vicende narrate.

Il risultato è un auto-sabotaggio da parte de “La scuola cattolica” stessa.

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Alcuni dei compagni di classe di Albinati, tra cui Gianni Guido (il secondo da sinistra)

Il cast: tra volti noti e giovani promesse

L’unico aspetto positivo de “La scuola cattolica” è sicuramente il cast. Tra i nomi più conosciuti troviamo Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Valeria Golino e Valentina Cervi, nei panni dei vari genitori dei compagni di classe di Edoardo Albinati. Su di loro non c’è molto da dire visti i loro ruoli marginali.

A spiccare sono invece i giovani interpreti, due in particolare. Da un lato abbiamo il volto noto di Benedetta Porcaroli, che nei panni di Donatella Colasanti dà ancora prova del suo talento, nonostante la giovane età. Dall’altro c’è l’esordiente Luca Vergoni, nei panni del folle Angelo Izzo, uno dei tre mostri del Circeo. Al suo primo ruolo importante sul grande schermo Vergoni svolge un lavoro eccellente spingendo sul lato più folle e sadico del suo personaggio, risultando inquietante e spaventoso. Chapeau!

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La Fiat 127 in cui sono state ritrovate Donatella Colasanti e Rosaria Lopez

Nonostante lo splendido cast, “La scuola cattolica” rimane un film incompleto e dal potenziale sprecato, incapace di replicare il coraggioso romanzo da cui è tratto.

VOTO: 2/5

RecenSara, come sempre vi dà appuntamento alla prossima settimana con una nuova recensione. Alla prossima!

Sara Tocchetti
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Illustrazione in copertina di Francesca Cammarata

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