Re Vincenzo contro gli attivisti
Editoriali

Terra dei Fuochi, Re Vincenzo contro gli attivisti “squadristi”

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C’era una volta Re Vincenzo, che ereditò il trono del regno della Campania da altri potenti come lui. Aveva un fare da vero e proprio guappo e piaceva alla gente che ai guappi era abituata, tanto che nel corso della sua proclamazione esultò davanti ai suoi sudditi urlando “Mi devono sparare in testa per fermarmi“. Re Vincenzo promise che avrebbe risolto la Sciagura dell’epoca: terre fertili venivano devastate e centinaia di persone -tra le quali tanti bambini – morivano avvelenate. Qualche anno dopo, in seguito ad una ricerca fatta da alcuni suoi amici, che lui chiamò “operazione verità”, Re Vincenzo urlò al popolo, coi suoi modi sprezzanti: “Il problema è risolto!“. Re Vincenzo aveva sconfitto il Male e il Principe Roberto si preparava a succederlo, specializzandosi anche lui nella risoluzione della Sciagura, nel caso si fosse ripresentata.

Campania Infelix

In realtà la Sciagura -ma chiamiamola pure Terra Dei Fuochi – c’è ancora, c’è da 30 anni e quelli che avrebbero dovuto occuparsi della sua risoluzione, si sono dimostrati diverse volte parte del problema. Stanno nascendo diverse “Terre Dei Fuochi”, in Italia e all’estero. Re Vincenzo – ma chiamiamolo pure Vincenzo De Luca presidente della Regione Campania – di questo ne è consapevole evidentemente, ma quando afferma che “La Terra dei Fuochi non è a Caserta o a Napoli Nord, ma è nel Nord del Paese“, viene abbastanza naturale da chiedersi se sia cieco o in malafede. La portata di questo genere di affermazioni è talmente grave che anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, due mesi fa, è intervenuto classificandole come “infelici”: frasi che, insomma, potrebbero essere pronunciate da una persona che ignora l’argomento, non di certo dal presidente della Regione.

Lotta al biocidio e “squadrismo”

Curioso è il fatto, per noi che siamo abituati alle dichiarazioni colorite dell’ex Sindaco di Salerno, che mentre talvolta l’esistenza della Terra dei Fuochi viene negata, altre volte la stessa viene chiamata in causa per giustificare attacchi mediatici contro altre forze politiche, giornalisti, o attivisti. Proprio questi ultimi, in particolare gli esponenti di quei movimenti e associazioni che da anni scendono in piazza per sensibilizzare la popolazione riguardo al fenomeno, vengono chiamati “squadristi” in una delle sue ultime interviste. Pare infatti che, nel corso di una manifestazione ad Aversa contro il biocidio, De Luca sia stato spaventato dal lancio di alcuni “sacchetti” di spazzatura e da qualche cartellone.

Un tentativo di aggressione da parte di gente che non ha detto niente per vent’anni e che nel momento in cui andiamo a bonificare le discariche nella Terra dei Fuochi viene a protestare. Noi siamo impegnati nella Terra de Fuochi in una guerra corpo a corpo contro la camorra: o noi, o la camorra. Questo è lo schieramento delle forze che si contrappongono” (Vincenzo De Luca)

Demagoghi. Sono anche stati definiti in questo modo coloro che da tanti anni, con la puzza sotto il naso (quella dei roghi tossici, ndr), provano a sensibilizzare e a fare quel minimo che a un comune cittadino sia concesso per cambiare le sorti di questa brutta pagina di storia dello Stivale. Lungi da chi scrive negare che esista più di qualche personaggio che strumentalizza Terra dei Fuochi per scopi personali, ma mettere gli attivisti e tutti coloro che scendono in piazza quasi sullo stesso piano dei camorristi è davvero triste. È triste che un uomo politico con una tale carica non riesca a leggere dietro al lancio di un sacchetto tutte le promesse non mantenute, le politiche inadeguate, l’odore del vomito dopo le sedute di radioterapia, le lacrime versate per una madre, un padre, un figlio ancora troppo piccolo.

Terra dei Fuochi
Vignetta a cura di Giuseppe Tramice.

 

Il Re NON è nudo

Dicembre 2019.
Pace e serenità si respirano nel Regno.
La Terra dei Fuochi non esiste.
Se proprio esiste, esiste al Nord.
Ma mettiamo il caso che un po’ esiste anche in Campania: il Re combatte i cattivi e noi non dobbiamo preoccuparci di nulla.
Il Re, purtroppo, è tutt’altro che nudo.

Pietro Colacicco

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Pietro Colacicco
Responsabile Editoriale di Borderlain.it. Giornalista pubblicista dal 2017 e studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali. Scrive per non implodere. Conosce a memoria la tabellina del 9.