11 settembre
Editoriali

Come sarebbe il mondo oggi senza l’11 settembre?

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Ci sono anni che cambiano il mondo. Come questo 2020, che giorno dopo giorno ci segna fino a modellare le nostre vite dandogli una forma del tutto diversa. Come fa l’acqua che scalfisce quotidianamente le rocce: un’erosione impercettibile nell’immediato ma lampante nel lungo termine.

E poi ci sono date, singoli giorni che, come un colpo di spazzola, rivoluzionano il mondo. L’11 settembre del 2001 è stato un colpo di spugna. Preciso, netto, devastante. Una rivoluzione dagli effetti globali, che ha sconvolto totalmente gli equilibri politici ed economici di territori già palesemente claudicanti. I nuovi equilibri hanno avuto un impatto anche nel nostro quotidiano: abbiamo cambiato il nostro modo di relazionarci, di viaggiare, di vivere.  Dopo tutto siamo una specie capace di evolversi per non soccombere e abbiamo imparato a difenderci dal male, grazie al dolore. Oppure no?

Cosa è effettivamente cambiato dall’11 settembre?

Alcuni storici si occupano di sviluppare scenari alternativi alle date che hanno cambiato la storia del mondo. Ad esempio, hanno ricostruito un mondo senza Hitler oppure si sono chiesti cosa sarebbero diventate le Americhe se al posto di Cristoforo Colombo ci fosse stato un marinaio cinese. Allo stesso modo hanno tentato di ipotizzare un mondo senza l’attacco di Al Qaeda alle Torri Gemelle. Secondo i loro studi, probabilmente, Osama Bin Laden ed i suoi alleati avrebbero trovato il modo di mettere a segno un altro attacco catastrofico. Se ciò non fosse accaduto, le forze militari degli U.S.A. si sarebbero limitate alle forme di contenimento del terrorismo che attuavano già prima dell’11 settembre: qualche drone avrebbe colpito le basi di Al Qaeda in Afghanistan e Sudan, avrebbe stanato i Talebani, l’intelligence internazionale avrebbe cooperato con le forze dell’ordine. Quindi non avremmo mai conosciuto la guerra al terrorismo alla base di un’intera amministrazione presidenziale. Se l’11 settembre 2001 non fosse mai esistito, tutte le misure di sicurezza intraprese da quel giorno non sarebbero state applicate: le compagnie aeree, prime fra tutte, non avrebbero introdotto quella massiccia dose di controlli di sicurezza negli aeroporti.

Il Medio Oriente avrebbe fatto meno paura della Cina

La politica internazionale sarebbe stata totalmente differente, dando un’immagine meno bellicosa degli Stati Uniti che si sarebbero concentrati molto più sulla competizione con la Cina, se non fossero stati distratti dalla guerra al terrorismo. Non ci sarebbe stata l’invasione dell’Afghanistan e probabilmente neanche quella dell’Iraq. Diciamo probabilmente perché, gli storici ipotizzano che il governo Bush avrebbe comunque deciso di attaccare l’Iraq di Saddam Hussein, reputando verosimile la sua minaccia di utilizzare le armi di distruzione di massa. L’Iran, altro acerrimo nemico degli Stati Uniti, ne sarebbe uscito meno forte di quanto è ora: con l’invasione americana di Afghanistan e Iraq, l’Iran si è liberato – senza sforzo- dei suoi due avversari più temuti ovvero Saddam e il regime talebano che, radicalmente sunnita, rappresentava una minaccia per il Paese Sciita.

E le primavere arabe?

Indubbiamente la caduta di dittature jihadiste, su cui ha inciso la guerra al terrorismo, ha avuto un impatto, nel lungo termine, sulle cosiddette primavere arabe. In pratica, il violento atto terroristico dell’11 settembre ha cambiato l’opinione di molti musulmani in merito alla forma di Islam più radicale: molte delle estremizzazioni islamiche sono state disconosciute come rappresentative della propria fede da parte buona parte dei musulmani che si sono impegnati a contrastare i regimi radicali che assoggettavano i loro Paesi. Dall’altra parte, senza le invasioni, come quella dell’Iraq, le elezioni del 2004 si sarebbero svolte in un clima più pacifico con un occhio rivolto allo sviluppo economico del Paese e non alla lotta all’invasore, gettando le basi per un futuro certamente più roseo per gli iracheni.

Una perdita economica evitabile

Se non ci fosse stata l’invasione di Afghanistan ed Iraq dopo i fatti dell’11 settembre, probabilmente ciascun Paese – tra tutti quelli coinvolti- sarebbe stato un po’ più ricco: il debito pubblico sarebbe stato considerevolmente più basso. Secondo dati del Servizio di Ricerche del Congresso U.S.A., tra settembre 2001 e marzo 2011, il 63% della spesa pubblica americana è stato investito per misure di sicurezza e per l’invasione dell’Iraq.

Una cosa non sarebbe cambiata, a prescindere dal 2001: il crollo economico del 2008. Quello, secondo gli storici, sarebbe accaduto comunque. La bolla di debiti che si gonfiava dagli anni ’70, sarebbe esplosa comunque, producendo danni economici a livello globale come non accadeva dalla Grande Depressione del 1929.

 

Oggi siamo testimoni – e in alcuni casi vittime- di un’epoca che sta cambiando inesorabilmente l’assetto mondiale, come è accaduto per l’11 settembre 2001. Viviamo una trasformazione che si percepisce giorno per giorno e che per ora ci sta rendendo solo più fragili. Come quel giorno di settembre che la vita cambiò. Tra qualche anno, gli storici si chiederanno come sarebbe stato il mondo senza il Covid19

Come quel giorno di febbraio che la vita cambiò.

Di nuovo.

Margherita Sarno
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Margherita Sarno
Nata in una domenica di maggio, dedita agli studi linguistici trasformatisi poi in islamici, dopo la laurea diventa giornalista. Scrive per chi ama l’informazione pulita, per chi vuole ritrovarsi nelle parole che evocano sentimenti comuni e soprattutto per chi cerca la compagnia tra le righe.