stazione tav afragola
Foto di: Davide Sibilio
Editoriali

Stazione Tav Afragola: pacco, doppio pacco e contropaccotto

C’era una volta “La Porta del Sud“, la stazione Tav di Afragola inaugurata il 6 giugno 2007 con la benedizione dell’allora primo ministro Paolo Gentiloni, arrivato a bordo della sua carrozza (ah no, era un Frecciarossa 1000, ndr) assieme allo scudiero Graziano Delrio, ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ad accoglierlo tanta bella gente – bella e potente come il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – e l’allora Sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo.

Tutti assieme, belli e sorridenti, per togliere gli imballaggi al frutto di un lavoro ideato 14 anni prima. Un progetto firmato nientemeno che dall’archistar di fama mondiale Zaha Hadid, irachena vincitrice del concorso internazionale indetto da Ferrovie dello Stato nel 2003. Nessuno vedeva l’ora di inaugurare quella che la CNN ha inserito tra le opere più belle e attese del 2017. In tanti l’hanno anche definita “la stazione più bella del mondo“.

Poco importa, o perlomeno quel giorno interessava a pochi – tipo agli attivisti fermati e picchiati alla Stazione Centrale, perché intenti a raggiungere la Tav afragolese col treno dedicato ai giornalisti – se i terreni attorno ai quali sorge questa maestosa opera sono notoriamente sotto il controllo della camorra, in particolare del clan Moccia. Nessuno dei presenti ha visto i cumuli di monnezza che si concentrano in quella zona – nonostante anche un cieco se ne sarebbe accorto, per via della puzza -, né ha pensato alle numerose storie di rifiuti bruciati o tombati. Il tutto sempre lì, a pochi metri dal naso dei presenti, che probabilmente in quel giorno volevano soltanto godersi i festeggiamenti. Come potrebbe essere altrimenti, dopo un investimento di 60 milioni di euro (soltanto nella prima fase) che stava per regalare ai cittadini dell’hinterland di Napoli– ne avevano veramente bisogno? –  18 coppie di treni alta velocità per raggiungere le principali città italiane.

Che pacco!

Non si può dire certo, con queste premesse, che nessuno se lo sarebbe aspettato. Le voci giravano già, eccome. Succede che sabato inizia a circolare la notizia: “La perizia choc, sotto la stazione Tav di Afragola 53 discariche tombate“. Ma come? Il gioiello di Afragola che in tutto il mondo ci invidiano? Ebbene sì, al di sotto di quella struttura gigantesca che rappresenta, astrattamente, un treno in corsa, giacciono rifiuti tossici. La scoperta è stata accertata da Vito Felice Uricchio, direttore facente funzioni dell’Istituto di Ricerca sulle Acque, un ente del Cnr.

È un po’ come quei pacchi (un modo tutto napoletano di chiamare le truffe, ndr) che si era soliti ricevere in Piazza Garibaldi. In tanti hanno pensato di acquistare un iPhone dell’ultimo tipo – rigorosamente rubato – per poi ritrovarsi, all’interno della confezione (il pacco, appunto), nel migliore dei casi una mattonella. È un po’ ciò che è accaduto con la Stazione Tav di Afragola. Le passerelle dei politici, i titoloni sui giornali, architetti superstar: nient’altro che una bellissima confezione ripiena di merda.

Pietro Colacicco

(Foto di: Davide Sibilio)

 

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Pietro Colacicco
Caporedattore di Borderlain.it. Giornalista pubblicista dal 2017 e studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali. Scrive per non implodere. Ha collaborato per diverse testate, trattando principalmente di calcio e fatti di cronaca. Conosce a memoria la tabellina del 9.