Peppino Impastato luoghi
Cultura

La storia di Peppino Impastato in 4 luoghi

Tempo di lettura: 3 minuti

“Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio.
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare.

Modena City Ramblers, I cento passi

Attraverso 4 luoghi, ripercorriamo la vicenda di Peppino Impastato, giornalista e attivista vittima di mafia, per “toccare con mano” l’agitazione di una resistenza che nella terra di Peppino profuma di libertà, “si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della complicità.” (Paolo Borsellino)

La sede di Radio Aut

Una piccola casetta in Corso Vittorio Emanuele a Terrasini nel 1977 diventa sede di Radio Aut, canale radiofonico indipendente e autofinanziato. La trasmissione più seguita era “Onda Pazza a Mafiopoli”, nella quale Peppino in modo satirico denunciava mafiosi e politici, in particolare le vicende legate ai traffici internazionali di droga e al controllo dell’aeroporto di Punta Raisi, che conducevano alla figura del capomafia Gaetano Badalamenti.

Dal 2010, da Casa Memoria di Peppino e Felicia Impastato viene trasmessa Radio Cento Passi, sulla scia del percorso iniziato da Peppino.

La casa di Gaetano Badalamenti

Consegnata al sindaco di Cinisi nel 2010, la casa del capomafia Badalamenti è stata definitivamente sottoposta a confisca soltanto nel 2009, dopo 25 anni dal sequestro indetto dai giudici Falcone e Borsellino.

Come ricorda Giovanni, fratello di Peppino, quella casa, a lui molto familiare a causa dell’amicizia del padre Luigi con il boss è stato probabilmente il luogo dove Badalamenti ha ordinato l’assassinio di Giuseppe.

Oggi delle pietre d’inciampo decorate dall’artista Fabio Butera con simboli, poesie e rimandi, ripercorrono la distanza di 100 passi che separavano la casa di Peppino da quella del boss mafioso.

Casa Memoria

Intitolata “Casa Memoria Giuseppe e Felicia Impastato”, nasce dal bisogno di diffondere la richiesta di giustizia della mamma di Peppino, trovatasi legata a personalità mafiose dopo il matrimonio e dopo la vicenda, determinata a denunciarne i soprusi.

La sua determinazione, ostacolata dai tentativi dicancellare la memoria di Peppino o di travisarla, accusandolo di terrorismo, l’ha portata ad ottenere la condanna di Gaetano Badalamenti soltanto nel 2002, 24 anni dopo l’omicidio. Inoltre, il lavoro di Felicia ha portato al riconoscimento del ruolo di magistrati e forze dell’ordine nel depistaggio delle indagini sul caso.

Oggi Casa Memoria è un luogo di divulgazione della verità e della cultura, simbolo di lotta e resistenza contro il potere e la mafia.

 

 

Pizzeria Impastato 

Il fratello di Peppino, Giovanni, gestisce insieme alla moglie una pizzeria, che è stata più volte oggetto di minacce e attentati. Di fronte al segnale che vi è tutt’oggi il tentativo di far prevalere la violenza e i soprusi a discapito della propria famiglia e di tutta la comunità, l’attività viene postata avanti con coraggio e con la volontà di perpetuare la lotta per la legalità, la giustizia e i diritti.

“È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”

– Peppino Impastato

Irene Ferigo

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