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Interviste

“Milano per pochi”, ma curiosità sulla città alla portata di tutti

Tempo di lettura: 6 minuti

Perché si dice “attaccati al tram”? Da dove deriva l’essere “giargiana”? C’era davvero un bar sul Duomo negli anni ’20? Queste le piccole grandi pillole di curiosità raccolte nella pagina Instagram dedicata al capoluogo meneghino, @ Milano per pochi. Mario, Martina e Federico i fondatori classe 1995, tre milanesi di nome e di fatto che (seppur tramite intervista telematica) ci hanno raccontato il loro amore per la città e la volontà di espandere al mondo il loro sapere.

 

Partiamo dal titolo: perché è una ‘Milano per pochi’?

Mario: Il nome della pagina è stato molto dibattuto. Inizialmente si chiamava ‘Milano per tutti’ ma è durato solo una settimana. Non significa, come qualcuno ci ha chiesto, che la città (e dunque la pagina) è fatta per pochi. Piuttosto descrive l’unicità delle informazioni, quelle curiosità particolari che non troveresti altrove.

Quando si parla di Milano ci si riferisce sempre al business o alla moda. È giusto che sia così, ma è importante conoscerla non solo per il suo sfarzo, ma anche per la sua semplicità, come la sua stessa origine. Pensiamo, per esempio, ai piatti della tradizione povera come la casseula o il riso. Io amo Milano per questo e anche per quella che è oggi, l’analizzo nel suo insieme.”

Com’è nata l’idea di aprire la pagina?

Mario: “Tutti e tre siamo da sempre fissati con le notizie e le curiosità su Milano, ma l’idea parte da me. All’inizio pubblicavo stories solo sul mio profilo Instagram personale e alla fine, per non annoiare chi mi seguiva, ho deciso di creare uno spazio dedicato aprendo la pagina.

Martina: “L’abbiamo aperta solo lo scorso giugno e volevamo anche chiuderla visto che all’inizio ci seguivano solo 50 persone! (ride, ndr) Speriamo che cresca ancora.”

Mario: “È nato tutto per gioco. Io in particolare vengo da una famiglia di ‘milanesoni’ che durante i pranzi si raccontava sempre le chicche sulla città, per questo mi sono sempre più interessato e ho approfondito la cosa fino ad aprire la pagina. @Milanoperpochi potrebbe potenzialmente essere fatto per qualsiasi città d’Italia. Peccato non conoscerle tutte!”

Vi segue anche il Milanese Imbruttito. Vi sareste mai aspettati +12mila follower in poco tempo?

Martina: “Sinceramente no, essendo nato tutto senza secondi fini. Secondo noi ciò che più funziona non è tanto riportare la singola curiosità, ma l’impatto visivo di un’informazione che data in poche frasi cattura l’attenzione dell’utente e lo invoglia a fermarsi e leggere il post. Il layout caratteristico ti rimane più impresso. La forza della pagina è la sintesi in quanto le notizie su Instagram servono sintetiche e accattivanti.

Mario: “I nostri post nascono dalle stories che pubblicavo all’inizio sul mio profilo personale. Cercavo di renderle sintetiche in poche righe, anche per non renderle numerose. Una volta aperta la pagina, ho solo convertito le stories nei post facendo uno screenshot. Anche se non sono tanto social, col senno di poi questa strategia ci ha dato ragione, ma è molto meno ragionata di quello che sembra!

Instagram è il fulcro del vostro successo, ma in genere usate spesso i social?

Mario: Dirò la verità: ho addirittura chiuso il mio profilo personale mandando la richiesta di eliminazione definitiva ad Instagram. Ho capito che ci perdevo un sacco di tempo. Anche adesso ‘cazzeggio’, ma lo faccio per un progetto che mi diverte da matti. Spesso le persone sui social ‘si vendono’ pubblicando ciò che non sono o ciò che non hanno e mi sono reso conto che era inutile perdere tempo così. I social hanno grandi potenzialità, ma spesso sono usati male dalla maggior parte delle persone. Personalmente preferisco contenuti più di qualità e/o culturali.”

C’è sempre tanto da scoprire: dove reperite le curiosità meneghine?

Mario: “In generale non abbiamo una fonte precisa, è un puzzle di tutto: dai racconti famigliari, alle letture e ai documentari visti negli anni in televisione. Per esempio, è stato grazie ad Alberto Angela in Superquark che ho scoperto l’esistenza del pugile Primo Carnera scolpito sul tetto del Duomo. Fino ad oggi ognuno di noi ha raccolto ciò che sapeva approfondendo con articoli dedicati su internet. Anche i nostri nonni hanno contribuito fornendoci libri sulla città: non sono un grande lettore, ma libri su Milano ne ho letti abbastanza!”

milano per pochiAvrete un buon rapporto con la community milanese..

Mario: “Noi non lo sapevamo (potevamo immaginarlo), ma dalle statistiche abbiamo scoperto che il nostro pubblico proviene principalmente da Milano. Riceviamo molti commenti anche nella chat privata, in tanti ci scrivono e ci apprezzano e per ora riusciamo ancora a rispondere a tutti (appunto, per ora). Con il tempo, ci piacerebbe ricevere dai follower maggiori suggerimenti per post e stories e rendere la pagina sempre più interattiva con notizie certificate e reali. L’idea iniziale era quella di dare a tutti la possibilità di esprimere la propria conoscenza sulla città per un sapere comune. Ci vuole tempo per fare questo, ma abbiamo già ricevuto qualche feedback.

Martina: Per esempio, riguardo al post sulle ville in stile Tudor in zona Milano Sud, una ragazza ci ha scritto per informarci che era stato il suo bisnonno inglese a realizzarle, non i pianisti tedeschi come leggenda narra. Ma il campanello è tedesco, siamo andati a sbirciare (ride, ndr).

È un po’ presto ora, ma pensate già al futuro della pagina?

Martina: “In un certo senso sì perché mentre altre pagine potrebbero andare avanti potenzialmente all’infinito, le curiosità da riportare prima o poi terminano. Ma Instagram ti permette comunque di reinventarti e iniziare nuove collaborazioni. Sarebbe bello un giorno organizzare per la città dei piccoli tour gratuiti.”

Mario: “Preferiamo pensare a @Milanoperpochi in forma gratuita per l’idea di regalare alla massa le informazioni. Ci piace pensare che le persone si rechino al Duomo sapendo che sotto la statua di Vittorio Emanuele II esiste un passaggio segreto diretto a un bunker.”

Passiamo al vostro rapporto con Milano e quello che la caratterizza. È vera o no la così detta “doppia F”, figa e fatturato?

Mario: “È vera, mi piace.” Quale delle due? (Ridono, ndr). “Sebbene tutti gli stereotipi nascano da un fondo di verità c’è comunque ancora chi fa tanta fatica a vivere a Milano. Rispetto ad altre zone d’Italia il potere d’acquisto è molto diverso.

Martina: “Sicuramente questo detto è vero, ma ultimamente molto stereotipato. Rispetto ad altre città, Milano è più frenetica e si punta molto di più alla carriera, per questo molti dal sud si trasferiscono in città. Ma non a tutti piace questo stile e ritmo di vita, in questo senso la differenza tra nord e sud Italia è palpabile.”

milano per pochiDomanda più difficile: Milan o Inter?

Martina: “Milan!”

Mario: “Ma sto cercando di convertirla! Io, invece, interista tesserato fin da piccolo, sono molto appassionato. Il bello della Milano calcistica sta nella contrapposizione. A proposito, una curiosità: Milano è l’unica città al mondo ad avere due squadre che hanno vinto la Champions League”.

E ora quando senti il cognome “Conte” pensi al presidente o al tuo allenatore?

Mario: “In questo momento storico, da vero appassionato, penso prima al Presidente del Consiglio. Siamo messi male! Ma è un periodo particolare: il romanticismo del calcio è sceso un po’ anche a me, ci penso un po’ meno.”

Come vedete la “situazione pandemia” a Milano?

Martina: “Penso che per noi giovani sia più difficile. Ci troviamo le porte sbarrate quando invece dovremmo iniziare a ‘spaccare’ per costruire il nostro futuro. Abbiamo le mani legate anche psicologicamente. E a livello Italia qualsiasi soluzione venga presa è giusta da un lato, ma sbagliata dall’altro, dipende dal punto di vista. Certamente sarà un grande problema, non solo a livello sanitario. Milano città così colpita e così vuota mette tristezza, ma si risolleverà.”

E per finire, ecco 3 domande bruciapelo: la vostra curiosità preferita?

Mario: Il colosseo milanese in centro città. È la terza arena romana al mondo, nessuno lo sa e altrimenti ti chiedono se sei pazzo!”

Martina: “Mi affascinano le cose più macabre, come la storia del killer di via Bagnera, la via più stretta di Milano.”

Risotto o ossobuco?

Mario: “Bella domanda, piuttosto cosa mangiare per primo? Ossobuco, uno dei miei primi piatti preferiti.”

Descrivi Milano in tre parole.

Entrambi: “Passato, presente e futuro.”

 

Presto @Milanoperpochi si renderà ‘utile’: a Milano ci sono 2700 senzatetto e circa 600 vivono per strada. Il desiderio è quello di avviare una raccolta cibo che verrà consegnata a SOS Milano.
Tutto sarà organizzato in ottemperanza alle nuove misure di contenimento del contagio da Coronavirus (salvo eventuale lockdown).
Cosa è consigliato portare: scatolame, brioches, succhi di frutta, bicchieri e posate di plastica.
La raccolta avverrà questa domenica 8 novembre 2020 dalle 10 alle 19 in City Life, uscita metro Tre Torri. Save the date!

 

Intervista a cura di Luca Rispoli e Carlotta Cuppini

 

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Carlotta Cuppini
Fondatrice di Borderlain, le piace organizzare persone e progetti con sorridente serietà. Adottata da Milano con furore, beve caffè amaro al mattino e vino rosso la sera. Colleziona edizioni di 'Jack Frusciante è uscito dal gruppo' che tiene sul comodino insieme al manuale di Management.