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Orbán, l’Ungheria e la legge anti-Lgbtqia+: intervista a Cristina Donizetti

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Il 15 giugno 2021 l’Ungheria vota una legge, fortemente voluta dal partito del premier Orbán, definita da molti omofoba e profondamente lesiva dei diritti della comunità LGBTQIA+. La stessa Amnesty International ha condannato tale legge e, in questi ultimi giorni, anche l’Italia ha firmato (assieme ad altri 13 paesi dell’UE) contro.
Una condanna unanime dunque che spinge a interrogarsi sul reale contenuto della norma e a chiedersi quali possono essere le conseguenze per la comunità LGBTQIA+ in Ungheria.
Per farlo noi di Borderlain abbiamo deciso di chiederlo a Cristina Donizetti: una ragazza italo-ungherese, queer, che da 4 anni vive in Ungheria e che ben conosce l’omofobia di questo paese.

Sono in molti ad aver denunciato il pericolo della legge proposta da Orbán, ma di fatto cosa propone ?

“Quella che hanno approvato ora é una legge che vieta di parlare di qualsiasi tema legato alla comunità LGBTQIA+ a scuola o anche solo di trasmettere alla televisione film che abbiano  riferimenti (anche velati) all’omosessualità prima delle 10 di sera. In sostanza vieta qualsiasi contatto con la comunità per i minorenni.
Il perché della legge? Orbán é convinto che così facendo, i minorenni non verranno influenzati “nella scelta della loro sessualità”. Come se si potesse scegliere, come se si potesse “diventare gay” dopo aver visto “Billy Elliott”…”

Qui in Italia associazioni come pro vita e famiglia e il senatore Pillon hanno applaudito la legge perché “protegge i nostri figli” quanto è sbagliata questa affermazione?

“Tantissimo! Orbán negando la libertà di conoscenza sulla salute sessuale e la libertà di essere chi si é veramente sta mettendo in grave pericolo coloro che non rientrano nella “eteronormatività“. Di fatto potrebbero esserci conseguenze gravi. Temo un aumento dei suicidi tra i giovani”

È indubbio che negando la possibilità di parlarne non si crea un ambiente scolastico improntato al rispetto: quanto è presente il bullismo omofobico e quanto può peggiorare la situazione?

“Sui social é di una potenza disarmante. Basta anche solo andare  sulla pagina di un noto sito di streaming per leggere commenti rivoltanti dal più classico “Sono contro-natura, fanno rivoltare lo stomaco” fino a chi affermava che l’omofobia è tutta un’invenzione e che gli eterosessuali sono i veri discriminati.
Questo andrà solo a peggiorare dopo questa legge. Gli omofobi infatti sentiranno, ora,  di avere l’appoggio dello stato: il loro odio avrà finalmente cittadinanza e sarà giusto e legittimo”

Ma di fatto questa legge impedisce agli psicoterapeuti di accompagnare i minori con incongruenza di genere o comunque non eterosessuali ?

“Di questo ovviamente non si parla. Evidentemente la salute mentale è un qualcosa che non vale  la pena nominare.  Ciò che é stato detto, testuali parole, é che “i genitori decidono come educare i figli, non la scuola”. Quindi se per esempio hai genitori omofobi o transfobici non c’è nulla che puoi fare.”

Cosa dovrebbe l’Unione Europea?

“L’Europa dovrebbe prendere seri provvedimenti. Almeno sanzionare l’Ungheria se non espellerla dall’UE se non intende cambiare questa legge. D’altra parte ciò che vogliono fare è spazzare sotto al tappeto un problema che c’è sempre stato e pensano che così facendo sparirà. Ma il problema non è chi vuole avere gli stessi diritti di ogni essere umano ma solo le loro mentalità retrograde, bigotte e la loro paura del diverso, di ciò che non conoscono e che nemmeno vogliono conoscere”

Intervista a cura di:
Miriam Ballerini
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