Rage rooms
Società

Marghedì: il bello della settimana – Le Rage Rooms

Tempo di lettura: 3 minuti

Parte oggi una nuova rubrica di Borderlain!

Siamo continuamente bombardati con notizie di ogni genere e per lo più si tratta di eventi spiacevoli e riflessioni pesanti che ci portano ad affrontare il nostro quotidiano con un livello umorale molto basso. Non che la vita sia sempre un Carnevale di Rio, ma una volta a settimana, per qualche minuto, ritagliamoci del tempo per pensare a qualcosa di piacevole.

E, visto che il lunedì è sconfortante ma il giorno dopo non è che sia poi più incoraggiante, il bello della settimana lo piazziamo proprio lì…in quel martedì che diventa Marghedì. Prometto di fornirvi ogni settimana almeno una bella notizia o una proposta di attività alternative o una curiosità. Insomma vi fornirò del materiale utile per arrivare sani di mente al weekend.

Pronti per cominciare?

Per questo primo appuntamento, partirei subito forte con uno spunto per un’attività alternativa con la quale potete impiegare il vostro tempo libero e allo stesso tempo fare un regalo al vostro benessere psicofisico.

Avete mai provato le Rage Rooms?

Letteralmente, dall’inglese Stanze della Rabbia, si tratta di luoghi in cui è consentito, se non proprio dovuto, spaccare ogni cosa all’interno di un ambiente appositamente creato per sfogare la rabbia. Ormai sono un paio di anni che il fenomeno ha preso piede e se ne trovano un po’ in ogni grande città dello stivale: da Torino a Milano, da Bologna a Firenze, da Perugia a Roma a Napoli. Ogni città si è dotata di questo piccolo grande angolo in cui viene concesso agli arrabbiatissimi clienti, muniti di appositi strumenti e protezioni, di spaccare tutto.

Cercando online, sono disponibili coupon con cui usufruire del servizio a prezzi scontati in alcune città, altrimenti dal sito internet di ciascuna struttura è possibile prenotare la propria sessione. Alcuni offrono l’opportunità di stipulare degli abbonamenti, acquistare dei pacchetti o investire in sessioni di coppia. Una volta arrivati nella struttura prescelta, in genere si viene istruiti sulle modalità e su come evitare di farsi del male: gli operatori delle Rage rooms forniscono protezioni per gambe, testa, torace, oltre che guanti, scarpe adatte un bel casco, oltre che informare sui movimenti più idonei per non procurarsi contusioni e ferite. A seconda dell’opzione acquistata si può scegliere di rompere un certo numero di oggetti piccoli, medi e grandi, durante una sessione che va dai 5 ai 20 minuti.

L’esperienza

Sarà che vengo da un’educazione un po’ repressiva, appena entrata nella stanza mi sono sentita abbastanza a disagio nel poter rompere tutto ciò che avevo davanti. Ma una volta preso il via, l’arma che si stringe tra le mani- un piede di porco, una mazza da baseball o altri strumenti che variano in base alla struttura- sembra che il corpo vada da solo e quei minuti della sessione sembrano volare.

In genere ogni sessione viene ripresa da una telecamera posta nella stanza ed è possibile acquistare il girato per poi godersi lo spettacolo a casa. O usarlo contro chi ci rompe le scatole per mostrare di cosa siamo capaci. Scherzo. La violenza non è mai la risposta. La gestione controllata della rabbia, invece, risulta molto utile per sfogarsi fisicamente in un ambiente fatto apposta. Le rage rooms sono quindi consigliate anche dai terapeuti all’interno di un percorso di più ampio respiro.

Piccolo consiglio

Quando prenotate la sessione, chiedete se è possibile riprodurre una vostra playlist nella stanza: magari ci sono dei pezzi musicali che vi gasano più di altri e rendono l’esperienza coinvolgente dal primo momento.

Margherita Sarno

NdA: tutte le attività proposte nella rubrica Marghedì non sono sponsorizzate ma frutto di esperienza personale. 

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Margherita Sarno
Nata in una domenica di maggio, dedita agli studi linguistici trasformatisi poi in islamici, dopo la laurea diventa giornalista. Scrive per chi ama l’informazione pulita, per chi vuole ritrovarsi nelle parole che evocano sentimenti comuni e soprattutto per chi cerca la compagnia tra le righe.