libri Nord Italia
Libri

I libri per scoprire il Nord Italia (parte 1) – Borderbooks Aprile

Tempo di lettura: 5 minuti

Quanto ci manca viaggiare? Costretti all’immobilità e alla distanza, ci siamo dimenticati cosa significhi prendere e partire, perderci in un luogo mai visto, scoprire la sua essenza. Molti di noi, abituati a viaggiare all’estero, hanno sentito l’esigenza di scoprire il paese che è sempre stato sotto il proprio naso: l’Italia.

L’Italia è unica, diversa da tutti gli altri paesi del mondo, con il suo bagaglio culturale, la sua varietà di dialetti, tradizioni e paesaggi. È come una roccia, una massa di materia allo stesso tempo determinata e amorfa che varia continuamente comunque la si osservi.

Perché non viaggiare un po’ con la mente alla scoperta della nostra variegata Italia? Noi di Borderlain.it abbiamo deciso di dedicare il Borderbooks dei mesi di aprile, maggio e giugno a libri ambientati nelle 20 regioni italiane.

L’appuntamento del mese di aprile, diviso in due parti, è dedicato ai libri per scoprire il Nord Italia. In questa prima parte, troverete 4 consigli di lettura per viaggiare con la mente in Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria.

Pronti a partire? Via!

In Valle D’Aosta con “Le otto montagne” di Paolo Cognetti

Il nostro viaggio attraverso il Nord Italia parte dal profondo Nord, la Valle D’Aosta. Paolo Cognetti, che con “Le otto montagne” si è meritato il premio Strega 2017, con la sua scrittura solida ed evocativa ci fa vivere un modo che non conoscevamo, interiore, ma anche estremamente reale. La montagna con la sua dura forza è al centro di questo romanzo.

Cognetti ci racconta della vita di Pietro, che in montagna ha passato gran parte della sua vita per volere del padre, che ha trovato lì il suo posto nel mondo. La montagna, paesaggio vivo, fa da sfondo all’incontro con Bruno, amico per sempre, e alla vita di Pietro, che con la montagna litiga e poi si ritrova a fare pace.

“Le otto montagne” è un romanzo sul difficile rapporto padre-figlio, un romanzo che parla di amicizia, quella vera che non ha bisogno di parole, ma che è sempre lì che ti aspetta nonostante tutto. Scorrendo le pagine sembra davvero di sentire gli odori, di vedere di boschi del piccolo paese di Graines (luogo inventato riferito probabilmente al paesino Valdostano di Grana), ai piedi del Monte Rosa, di perdersi nei suoi pascoli, nelle pietraie o in cima alla vetta. Sembra di sentire lo scorrere dell’acqua del torrente e di sentire il profumo dell’erba. Ci si ritrova immersi in una montagna che diventa metafora della vita. Il finale, amaro e inevitabile, è la chiusura dolorosa di un romanzo pulito, dolcissimo, ricco di profumi lievi e anche di forti odori.

In Piemonte con “La luna e i falò” di Cesare Pavese

Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto. (…) Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

L’anguilla avverte, in un certo momento della sua vita, l’istinto di intraprendere un lungo viaggio attraverso l’oceano per raggiungere il mar dei Sargassi. Allo stesso modo il protagonista del romanzo, di cui conosciamo l’iconico soprannome di Anguilla, all’indomani della Liberazione percorre un viaggio a ritroso dall’America al paese d’origine, nelle Langhe piemontesi.

Le descrizioni del paesaggio sono imponenti, al punto che alla fine del libro si arriva a sentire e respirare l’aria della campagna delle Langhe. I personaggi sono per lo più sopraffatti dalla vita, sconfitti dalla miseria della condizione umana, più che economica. Anguilla nel suo paesino si abbandona ai ricordi dell’infanzia e della prima giovinezza, intrisi di una profonda nostalgia per i luoghi e le persone care, alle quali il destino ha riservato una vita breve o infelice.

Cesare Pavese, con la sua poesia fatta a prosa, culla il lettore con dolcezza e malinconia. “La luna e i falò” è un romanzo non semplice, imponente, non nelle corde di tutti ma certamente una pietra miliare della letteratura internazionale.

In Lombardia con “La verità della suora storta” di Andrea Vitali

Questa storia ruota attorno ad una donna che scende dal treno, prende il tassí del Sisto, si fa portare al cimitero per una visita e muore sul sedile. Da lì il commissario si intestardisce della necessità di scoprire la sua identità, anche se di fatto non c’è nessun reato . Vengono a galla, a poco a poco, vecchi segreti in una spirale che si stringe sempre di più fino alla sorpresa finale. Il palcoscenico, che nei libri di Vitali è talmente vivo da diventare quasi un personaggio, è il paesaggio lacustre di Bellano, un paesino sul lago di Como.

I libri di Vitali sono tutti ambientati a Bellano, fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Fra quelli letti, (tanti ma non ancora tutti), “La verità della suora storta” è quello più vicino nel tempo. E in quella cornice lacustre, dai ritmi lenti e atmosfere umide, si muovono strani personaggi dai nomi improbabili e divertenti: Giovenca Ficcadenti e le sue sorelle, Novenio, Esebele Trionfa, Eufrasia Sofistrà, Zaccaria Vergottini, Editto Giovio, Os de Mort…

Chiunque abbia avuto la sorte di nascere in un piccolo paese si ritroverà nella familiarità di queste storie e di questi personaggi che sopravvivono agli anni viaggiando di bocca in bocca. Andrea Vitali è bravo: la sua narrativa è brillante, leggera, divertente e acuta. Tanto che, quando lo si legge, lo si può immaginare mentre racconta, seduto al tavolo di un’osteria, in compagnia di dei suoi personaggi che ascoltano divertiti.

In Liguria con “Da bosco e da riviera” di Alberto Cavanna

Essere buono “da bosco e da riviera” significa essere una persona versatile ma che, soprattutto, sa cavarsela in qualsivoglia circostanza. Così sono i personaggi del libro di Alberto Cavanna, personaggi veri, semplici, dallo spiccato senso di appartenenza al lavoro che fanno, fieri di farlo, e alla terra cui appartengono.

Nel paesino di Le Grazie, nel golfo di La Spezia, vediamo intrecciarsi le storie di Pietro e Maddalena: due vite diverse, due modi di vivere le proprie origini e la propria identità, accomunati da un luogo che è il centro vitale di tutto il paese, il cantiere navale. Ma i due personaggi principali hanno una cosa in particolare che li accomuna: non si accontentano. In una città affacciata sul mare, Pietro vuole mettersi alla prova, Maddalena invece vuole dimenticare a tutti i costi la miseria patita da ragazza di condominio popolare.

La terza voce, apparentemente di sottofondo, ma continua e prorompente, è quella del paese, che si configura come un vero e proprio coro greco. Un cantiere navale diventa il palcoscenico inatteso di tre anime con un’unica certezza: quella di non essere come tutti gli altri, ma solo gente nata e cresciuta su una sottile striscia di terra. Tra bosco e riviera.

Il viaggio tra le regioni del Nord Italia continua giovedì 30 aprile, con la 2° parte del Borderbooks di aprile, nel quale troverete 4 consigli di lettura per viaggiare con la mente in Friuli – Venezia Giulia, Trentino – Alto Adige, Veneto ed Emilia – Romagna! Stay tuned!

Serena Zoe Lombardi

 

Nel frattempo, leggi anche: 5 libri per superare una rottura – Borderbooks Marzo
Ti sei perso il “Cronache di un Borderlain” del mese scorso? Clicca QUI!

2 Comments

Leave a Response

Serena Zoe Lombardi
Nata nel 1995, curiosa e sognatrice, capisce di voler insegnare vivendo una grande e sofferta storia d’amore con il latino e greco. Laureata in Lettere Antiche tra passione e lacrime, mentre insegue il suo sogno legge, canta, si commuove (spessissimo) e chiacchiera con chiunque le si pari davanti.