virus cinese
Editoriali

Scoperta la vera causa del misterioso virus cinese: non sono i serpenti

Tempo di lettura: 2 minuti

La paura relativa al misterioso virus cinese proveniente da Wuhan è arrivata in poche ore in tutto il globo. Il 2019-nCoV, questo il nome del coronavirus in questione, ha già mietuto più di 20 vittime, mentre i casi di contagio sono già oltre i 600. In Cina lo scenario è davvero inquietante: il governo ha già annullato i festeggiamenti per il Capodanno in programma per sabato 25 e alcune città, come la stessa Wuhan, Huanggang e Ezhou, sono state isolate.

Le vittime e i sintomi di infezione

Le persone decedute a causa del coronavirus sono perlopiù adulte, dai 48 agli 89 anni, e alcune di loro, al momento del ricovero, non presentavano neanche febbre, ma altri sintomi tra cui tosse, oppressione al torace e difficoltà respiratorie. La Commissione Nazionale per la Sanità cinese parla di sintomi equiparabili a quelli della polmonite. Diverse, tra le quasi 30 vittime, soffrivano di condizioni pre-esistenti, tra cui diabete, problemi alle coronarie e Morbo di Parkinson.

Paura anche in Europa

Il timore per l’infezione misteriosa non ha risparmiato alcuni Paesi occidentali, come Italia, Francia e Gran Bretagna. Questa notte a Fiumicino, intorno alle 04:50, sono atterrate 202 persone provenienti dalla città di Wuhan, epicentro dell’infezione. Le autorità italiane si sono subito allertate e tutti i passeggeri sono stati prontamente visitati da un’equipe medica, che ha escluso fortunatamente la presenza dell’infezione.

Alcuni casi sarebbero invece stati riconosciuti in Scozia, secondo i dati riportati dall’unità di medicina infettiva dell’Università di Edimburgo, e in Francia, dove una donna di Wuhan ha presentato sintomi di “febbre e tosse“.

L’origine del 2019-nCoV

Grazie ad uno studio pubblicato su Journal Of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi, è adesso noto che il virus sarebbe passato dai pipistrelli prima, ai serpenti poi, infine all’essere umano. Come? Attraverso il consumo alimentare dei serpenti, nota prelibatezza della cucina cinese. I serpenti presenti nei vari mercati di animali vivi, avrebbero contribuito involontariamente, da buoni cacciatori di pipistrelli, alla creazione di questo “cocktail” di virus mai conosciuto finora dall’essere umano.

L’infezione sarebbe, infatti, il risultato di un rimescolamento a livello della proteina di superficie tra il gene presente nei virus dei pipistrelli e quello del coronavirus sconsciuto, secondo lo studio molto più affine ai serpenti. Questi fenomeni non sono affatto nuovi. L’origine del 2019-nCoV è assimilabile alle varie epidemie influenzali ben conosciute dall’essere umano: un virus aviario e un virus umano coinfettano un suino e si scambiano i geni, generando nuovi ceppi che possono passare all’uomo.

La mano dell’uomo sulla natura che, spesso, la rigetta

Dalla paura per il virus cinese si torna quindi ad un problema molto più grande dello stesso virus: l’antropizzazione degli ecosistemi da parte dell’essere umano. Nel corso dei secoli, questa ingegnosa creatura denominata Homo sapiens ha fatto di tutto per adattare il mondo circostante alle proprie esigenze. Questo astuto animale, al quale la natura ha donato ad un certo punto il pollice opponibile, ha smesso di cacciare per dedicarsi all’agricoltura e all’allevamento, mutando prima piccoli ambienti a suo piacimento e poi interi ecosistemi. Dopodiché ha creato imperi, città, industrie, ergendosi al sopra di tutte le altre creature. Anche la cultura di una popolazione, come in questo caso l’allevamento e il consumo di serpenti, contribuiscono a quanto pare a questo continuo mutamento degli ecosistemi presenti in natura. Tuttavia gli esemplari di Homo sapiens sembrano avere un enorme difetto: dimenticano che la Natura è molto più forte di loro.

Pietro Colacicco

Leave a Response

Pietro Colacicco
Responsabile Editoriale di Borderlain.it. Giornalista pubblicista dal 2017 e studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali. Scrive per non implodere. Conosce a memoria la tabellina del 9.