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Politica

Ischia: il fango riaccende la retorica politica

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Siamo il Paese delle frasi fatte come emerge dal giorno dopo la valanga di fango che ha travolto Ischia. Siamo però anche il Paese che va controcorrente: mentre il mondo sviluppato si affida alla moneta elettronica. il governo Meloni alza a sessanta euro il tetto entro cui non è obbligatorio il POS nel piccolo commercio.

Ischia: una tragedia che si ripete

 È sicuramente il fatto più importante di questa settimana: il maltempo che si è abbattuto su Ischia ha dimostrato come il Paese sia fragile e come necessiti di attenzione. Da una parte c’è l’abusivismo edilizio e dall’altra il cambiamento climatico che, sempre più spesso, ci fa assistere ad eventi estremi.

Un’emergenza che sta diventando normalità ma che porta la politica a dichiarare sempre le stesse intenzioni, gli stessi programmi. La fragilità del territorio italiano è nota da sempre ed, ad ogni tragedia, entra in scena sempre lo stesso copione che dopo qualche settimana viene riposto nel cassetto della scrivania.

Sul caso di Ischia però si sono viste le scintille nel governo, in particolare fra i ministri Pichetto Fratin e Salvini.  Al centro delle stoccate la dichiarazione roboante di Pichetto Fratin nella quale auspicava l’arresto del sindaco ischitano. Un concetto che ha subito acceso il dibattito anche all’interno della stessa maggioranza.

Il ministro delle infrastrutture Salvini ad esempio si è subito dissociato dal collega: il leader della Lega è infatti dell’opinione opposta, vede cioè la necessità di dare più potere ai sindaci liberandoli dalla responsabilità individuale. 

A parte lo scontro nel governo, l’alluvione di Ischia ha riacceso il tema dell’abusivismo edilizio considerato una delle cause delle tragedie che ciclicamente accadono. Abusivismo edilizio contro il quale però servono investimenti in grado di intervenire concretamente sulle singole realtà.

Prospettiva che non sembra però essere la priorità della maggioranza in cui sono iniziati i distinguo e gli occhiolini al così detto abusivismo di necessità.

La moneta elettronica non piace al governo: sale a sessanta euro la soglia per cui non è necessario il POS

Mentre i cittadini del mondo si stanno abituando a circolare con solo  la carta di credito in tasca, il governo Meloni pensa che fino a sessanta euro non sia obbligatoria la possibilità di pagare con il POS. È quello che dice la legge di stabilità 2023 che addirittura raddoppia la soglia rispetto alle indiscrezioni circolate. 

Una misura in controtendenza rispetto alle prescrizioni dell’Unione europea ma non solo. Non avere l’obbligatorietà del POS fino a sessanta euro, oltre a rendere più facile la micro evasione, limita lo stesso piccolo commercio che in un mondo globalizzato non interiorizza la modalità più semplice di pagamento. A meno di non avere loschi fini, pagare con il denaro digitale evitando così dii dover cambiare conio, è un’opportunità molto più attrattiva di quanto creda il governo. 

Non è infatti dimostrabile come alzare il limite del contante incida sugli acquisti dei turisti o degli investitori stranieri; è puramente una convinzione del governo, legittima ma che si scontrerà presto con alcune delle prescrizioni contenute nell’accordo del PNRR. A quel punto come si comporterà Meloni?

Federico Feliziani
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Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.