Il Piccolo Principe
Società

Il Piccolo Principe oggi: la fantasia incontra la realtà

Tempo di lettura: 2 minuti

Vi è mai capitato di pensare alla storia del Piccolo Principe e a quanto sia piena di significati che si ricollegano alla nostra realtà, soprattutto odierna?

La prima volta che ho letto il Piccolo Principe ero piccola e non avevo colto le sue metafore. Mi è capitato di riprenderlo in mano l’anno scorso, quando ho dovuto leggerlo e studiarlo per un corso all’Università.

Sono rimasta affascinata da tutti i significati che si celano all’interno di un libriccino così breve.

Dietro e dentro la storia

Il libro ripercorre, in parte, la vita dell’autore Antoine de Saint – Exupéry. Amava volare e, proprio come l’aviatore nel racconto, Antoine è precipitato con il suo aereo e di lui non si è più avuta traccia.

Nel libro, infatti, l’aviatore precipita nel deserto, senza la possibilità di ripartire presto. Qui incontrerà il Piccolo Principe che gli racconterà del suo pianeta e di tutti quelli che ha visitato durante il suo viaggio.

La storia è ricca di metafore e diversi temi. Ad esempio, attraverso il legame del Principe con la sua rosa e poi la volpe si parla di cura, amore, legame, affetto. Oppure l’incontro con l’uomo d’affari, che lavora sempre e costantemente, è una critica alla società consumistica.

Perché ho pensato proprio al Piccolo Principe in questi giorni?

Perché anche in quarantena la produttività non è andata in isolamento. Si è parlato tanto di quante cose fare durante questo momento, ma si è parlato poco dei problemi psicologici che questa emergenza può causare alle persone e che non bisogna per forza essere produttivi e fare qualcosa.

È così che ho pensato molto all’uomo d’affari che il Piccolo Principe incontra. Un uomo che lavora senza fermarsi mai, senza respirare un attimo. Proprio come la nostra società che anche in una situazione di emergenza sanitaria non fa respirare le persone.

E ho pensato molto anche al legame tra la volpe e il Piccolo Principe e quindi alla cura verso gli altri. E a come in questa situazione attuale molte persone hanno puntato il dito contro chi è uscito in solitaria un po’ di più, chi ha giocato a fare il poliziotto cercando a tutti i costi un capro espiatorio. Tutti pronti a giudicare, a sentenziare sulla vita altrui.

Una cura verso l’altro che è venuta a mancare.

«Buon giorno», disse il piccolo principe.
«Buon giorno», disse il mercante.
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete… Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
«Perché vendi questa roba?» disse il piccolo principe.
«È una grossa economia di tempo», disse il mercante. «Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatré minuti alla settimana».
«E che cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti?»
«Se ne fa quel che si vuole…»
«Io», disse il piccolo principe, «se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…»

Articolo a cura di:
Sara Najjar
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Sara Najjar
Nata nel 1996 a Bologna e cresciuta nell'hinterland modenese, è ritornata nella sua città natale da pendolare dove ha studiato prima Educatore sociale e culturale e poi Pedagogia. Si circonda di gatti fin da quando è piccola e, tra le tante cose, si ciba di musica (principalmente indie), serie tv, libri e scrittura.