Bullismo e cyberbullismo
Società

Bullismo e cyberbullismo: parlare, sensibilizzare, prevenire

Tempo di lettura: 2 minuti

Ogni 7 febbraio ricorre la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo. Si parla spesso di questi due fenomeni, ma a livello pratico manca la prevenzione e la sensibilizzazione necessaria per estirpare tali comportamenti.

Possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma se non si punta alla radice del problema, queste situazioni continueranno ad esistere e a ripetersi.

L’uno l’evoluzione dell’altro.

Il bullismo è un insieme di comportamenti violenti, di tipo fisico o verbale, che persiste nel tempo. È intenzionale e avviene tra un soggetto più forte e uno più debole.

Il cyberbullismo è un comportamento violento specifico che utilizza le tecnologie (messaggi, mail, social…). È caratterizzato da pervasività– può avvenire sempre e ovunque- anonimato e ampiezza di portata, in quanto il materiale è visibile da chiunque e rimane online per sempre.

I due fenomeni vanno di pari passo, ma il cyberbullismo sta aumentando dal momento che le nuove tecnologie fanno sempre più parte della nostra vita quotidiana. In questo caso, entra anche in gioco il fattore della protezione dello schermo: non c’è la percezione che dall’altra parte ci sia un essere umano in carne ed ossa con dei sentimenti.

Sono già presenti delle leggi, ma quello che manca è una legge vera e propria sul bullismo. È di qualche giorno fa la proposta di una nuova legge a riguardo che punta alla radice del problema. Si parla di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole e di formazione, per gli insegnanti e gli alunni, sull’intelligenza emotiva e sulla comunicazione nonviolenta.

Ci passiamo tutti o quasi.

I dati dell‘Istat evidenziano che più del 50% degli intervistati 11-17enni riferisce di essere rimasto vittima […] di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Una percentuale significativa, quasi uno su cinque (19,8%), dichiara di aver subito azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese. […]

Il cyberbullismo ha colpito il 22,2% di tutte le vittime di bullismo. Nel 5,9% dei casi si è trattato di azioni ripetute (più volte al mese). […] Circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, mentre la quota scende al 5,2% tra i ragazzi da 14 a 17 anni.

Gli effetti sulle vittime.

Bullismo e cyberbullismo colpiscono la persona nella sua interezza e portano a diversi problemi: depressione, autolesionismo, suicidio e tanti altri.

E’ un esempio la storia di Andrea, un ragazzo di 15 anni morto suicida nel 2012. Gli fu affibbiato il soprannome di “ragazzo coi pantaloni rosa”, scritta che apparve anche su un muro della scuola e che portò alla creazione di una pagina social.

La celebre storia di Amanda Todd, una ragazza che si è tolta la vita in seguito a un continuo e persistente cyberbullismo nei suoi confronti. Il video in cui racconta la sua storia, prima di morire, è diventato virale.

Non bastano solo delle leggi che tutelano le vittime, bisogna anche promuovere un’educazione che insegni il rispetto dell’altro, l’empatia e la sensibilità.

L’indifferenza dilaga nella nostra società e parlare di questi comportamenti, fare prevenzione e sensibilizzazione è la chiave per permettere di districarsi tra i fili delle violenze e riuscire ad uscirne.

 

Articolo a cura di:

Sara Najjar

Leave a Response

Sara Najjar
Nata nel 1996 a Bologna e cresciuta nell'hinterland modenese, è ritornata nella sua città natale da pendolare dove ha studiato prima Educatore sociale e culturale e poi Pedagogia. Si circonda di gatti fin da quando è piccola e, tra le tante cose, si ciba di musica (principalmente indie), serie tv, libri e scrittura.