Alfonso Nadiani
Società

Scuola e cultura sotto attacco? Troviamo soluzioni invece di scandalizzarci

Tempo di lettura: 2 minuti
Forse è bene cambiare prospettiva. Sotto attacco è la salute. Per questo il nostro stile di vita non può essere lo stesso

Dovremmo fare pace con noi stessi, con la lingua italiana e di conseguenza con la locuzione “stato di emergenza”. In una fase complicata come quella che stiamo attraversando non possiamo affermare che scuola e cultura siano sotto attacco. Troviamo soluzioni innovative piuttosto.

Se fa brutto paragonare la pandemia da Covid- 19 a una guerra perché vogliamo tanto bene al politicamente corretto troviamo un altro paragone al quale aggrapparci, Ognuno si trovi il proprio, purché si arrivi alla comune conclusione della straordinarietà della situazione.
Una circostanza straordinaria che ci porterà a rivedere gli indicatori politici, le ideologie e le convinzioni su cui abbiamo basato le nostre vite fino adesso. Dovremo presto smettere di interpretare la chiusura dei luogo della cultura come un attacco ad essa stessa. Non stiamo parlando dei soliti tagli contro cui è bene scagliarsi: siamo difronte a misure per la difesa della vita umana.

Forse non abbiamo mai visto la nostra vita in pericolo ed è per questo che  mal sopportiamo limitazioni a gesti quotidiani. Adesso invece ci troviamo a doverci salvare la pelle ed è per questo che ogni dogma può essere pericoloso. Dogmi e ideologie che continuano ancora ad influire sulle scelte strategiche contro il Covid- 19 limitando di molto la ricerca di nuove soluzioni. 

Da una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista scientifica Lancet risulta che la chiusura delle scuole riduce il contagio del 15%; mentre la riapertura della didattica in presenza farebbe aumentare la trasmissione del virus del 24% in 28 giorni.
Viene allora spontaneo chiedersi: non è che, in virtù dello stato di emergenza, la chiusura delle scuole potrebbe destare meno polemiche? Ammesse tutte le condizioni di cui la ricerca scrive in premessa, nel caso in cui la scuola fosse davvero uno dei fattori di contagio non sarebbe più efficace riflettere su una vera didattica a distanza che non sia la mera trasposizione delle lezioni in presenza. Avendo ben chiara si intende la straordinarietà delle circostanze.

Torniamo dunque all’inizio del discorso. Stiamo vivendo una calamità inedita che sta modificando l’interpretazione del mondo. Sarebbe interessante e molto più rassicurante ricercare nuove strategie invece di ritenere scuola e cultura sotto attacco.

Federico Feliziani

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Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.