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Politica

Meloni richiede un’opposizione, non solo una minoranza

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Questa settimana è stata un lungo appuntamento con la storia. L’insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è un fatto inedito che ha portato con sé molte altre novità.

Meloni fa percorrere un passo storico al Paese

Era noto dal giorno dell’Indizione delle elezioni ma, vedere Giorgia Meloni salire lo scalone d’onore di Palazzo Chigi è un’altra sensazione: un dato storico su cui non si può discutere qualunque sia il giudizio che ognuno dà all’attività politica del nuovo governo.

Un elemento che non si può banalizzare perché esprime un paradosso su cui riflettere: la prima Presidente del Consiglio è espressione della destra radicale, un’area che non ha mai volto il proprio sguardo alle battaglie di genere.

Questo passaggio storico incarnato da Meloni sarebbe stato un obbiettivo perseguibile dal Centrosinistra che invece ha fatto della parità di genere una bandiera. Che l’unica leader della politica italiana sia espressione della Destra era già un dato degno di riflessione; il fatto che poi questa abbia sfondato il famoso tetto di cristallo non può essere trascurato.

Opporsi a Meloni non è uno scherzo

È quello che avrebbe dovuto sapere Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera, che nel suo intervento ha accusato il governo di essere un passo indietro rispetto agli uomini. Un gancio che è sintomo di un pugile stanco e sofferente, che si espone ad una reazione che fa emergere tutta la debolezza del caso. Reazione che Meloni ha assestato decisamente all’interno della replica vincendo nettamente lo scambio di battute. Meloni dovrà avere certamente un’opposizione: un’opposizione capace però di ammettere quello che è semplicemente un dato di fatto. 

Peraltro sulla non subalternità di Meloni nei confronti degli uomini va ricordata la reazione della leader di Fratelli d’Italia agli appunti di Silvio Berlusconi. Quel “ bon sono ricattabile” sarà ricordato a lungo come indice dell’atteggiamento di Meloni: comportamento di cui le opposizioni dovranno partire per non giocare una partita parallela.  

Meloni non potrà svestire il suo personaggio

Si è scritto molto delle mutazioni che Meloni ha dovuto adottare per apparire rassicurante alla guida del governo. Era evidente come però la leader di Fratelli d’Italia non potesse trasformare completamente il suo personaggio.

Una figura quella di Meloni conosciuta per il modo “verace” con cui si esprime, ed è quello che in parte ha portato nel suo primo discorso da Presidente del Consiglio. Non avrebbe potuto fare altro; se non avesse inserito i suoi linguaggi l’elettorato non l’avrebbe riconosciuta.

Le sgrammaticature fanno parte di Meloni, le utilizzava dall’opposizione e le potrebbe usare ora da primo ministro. La sfida sarà capire quando la forma coinciderà con la sostanza, i due aspetti non sono per forza sempre sovrapposti. 

Federico Feliziani
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Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.