Io sono Giorgia
Politica

“Io sono Giorgia”: il libro che parla alla Sinistra

Tempo di lettura: 3 minuti
Un percorso intimo di comprensione. 

Quando un libro è esposto a testa in giù merita di essere comprato; è infatti un principio costituzionale a dover essere ripristinato, ma non solo: entra in  campo la curiosità per cotanto sfregio. E così sei costretto a spendere nove euro e cinquanta per “Io sono Giorgia” di Giorgia Meloni. 

È interessante osservare la promozione di “Io sono Giorgia”, in cima alle classifiche non perché l’autrice stia facendo promozione ma probabilmente per la curiosità destata dalle tante critiche al libro. Forse è stato proprio questo elemento a accendere in me l’interesse di leggere “Io sono Giorgia”; sarebbe stato molto più semplice crogiolarmi nella presunzione di conoscere fin troppo bene la leader di Fratelli d’Italia; sarebbe stato molto più conveniente scrivere una critica aprioristica. Non avrei speso quei nove euro e cinquanta e probabilmente avrei raggiunto uno scopo del tutto simile. Ma adesso sarei molto meno ricco perché non avrei fatto un viaggio di intima comprensioni della visione del mondo della destra italiana.

“Io sono Giorgia” è un libro di destra. Se ci stupissimo di questo dovremmo andare in visibilio ogni volta che vediamo l’acqua scorrere in un’unica direzione. Un po’ come comprare un libro di Cannavaciuolo e stupirsi per le ricette mediterranee.
“Io sono Giorgia” è un libro con cui poter fare un viaggio vero nella destra comprendendone i pensieri, le logiche e le idee. Se lo si deve leggere tenendo accesa la propria coscienza politica conviene lasciarlo sullo scaffale del negozio; se invece si è disposti a sospendere ogni giudizio e a comprendere le ragioni dell’altro, è un libro appassionante e arricchente. 

“Io sono Giorgia” ripercorre frase per frase un celebre slogan utilizzato da Giorgia Meloni durante un comizio: “Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana, sono italiana”. La Meloni racconta la dimensione della propria vita pubblica e privata inevitabilmente intrecciate. Parte dalla sezione della Garbatella di Azione Giovani del Movimento Sociale Italiano e arriva alle proposte di Fratelli d’Italia per combattere la pandemia da Covid- 19, in mezzo l’evoluzione della Destra italiana. 

Un po’ troppo precipitosamente “Io sono Giorgia” è stato descritto come il manifesto della nuova Destra.  Una definizione sbagliata che non tiene conto dei diversi piani descritti nel libro. Tutto può succedere ma, voler pubblicare il manifesto della destra italiana scrivendo del rapporto con la figlia, mi sembra azzardato. Infatti il libro di Giorgia Meloni non è un manifesto politico, è casomai un racconto profondo di quelle che sono le idee di una leader che si appresta a entrare a Palazzo Chigi. 

C’è invece un aspetto pregiudizialmente trascurato. “Io sono Giorgia” è un libro che si rivolge alla Sinistra. Provocazione? Assolutamente no. Comprendendo il percorso intrapreso dalla Destra è possibile individuare i limiti di una Sinistra che sta progressivamente perdendo terreno.
Il motivo è quantomai semplice: la rinuncia alle battaglie identitarie che sono state introiettate dalla destra a cui risponde da destra. Seguendo il percorso proposto dalla Meloni appare chiaro come i bisogni manifestati vengano intercettati dalla Destra e non più da chi, per vocazione, dovrebbe rispondere.

Ecco perché la Sinistra dovrebbe comprare “Io sono Giorgia” e studiarlo riga dopo riga: scoprirebbe contro cosa combattere e come farlo. Scoprirebbe la differenza che passa fra comunicazione politica e idea politica, sfere troppo spesso confuse.
Con questo si comprenderebbe come, dietro a una comunicazione apparentemente semplice, si nascondano riflessioni elaborate alle quali attribuire dignità per combatterle. Un’idea ritenuta banale non sarà mai combattuta con l’impegno necessario; un’idea compresa rendrà più consapevole chi gli si deve opporre. 

Mi sono trovato a riflettere sugli aggettivi che si usano abitualmente descrivendo la Destra di Giorgia Meloni: una Destra sovranista ma non populista, definizione da attribuire consapevoli del significato di queste categorie politiche, da non utilizzare per dileggiare l’avversario. Solo così si inizierà a fare i conti con la Destra che si esprimerà nei prossimi vent’anni. 

Confesso: “Io sono Giorgia” l’ho letto per il mio essere bastian contrario: non potevo accontentarmi solo della critica. Confesso anche di averlo letto per addrizzare un’opera che, in quanto tale, non merita di stare a testa in giù mai e per nessuna ragione.
Dopo averlo letto tutto, avendo fatto i conti con opinioni distanti dalle mie, essermi fermato quando la mia coscienza politica prendeva il sopravvento per non inquinare il percorso che il libro propone, averlo intimamente compreso sono convinto di come “Io sono Giorgia” parli alla Sinistra. 

Federico Feliziani

Leggi anche: “Strage di piazza della Loggia: ricordi di una tragedia bresciana

Ti sei perso l’ultimo Cronache di un Borderlain? Clicca qui

Leave a Response

Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.