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I “gufi” avevano ragione. La didattica a distanza non si può accantonare

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La proposta arriva da chi si è impegnato a esaudire il desiderio del ministro. Ma adesso bisogna rivedere la possibilità di un ritorno alla didattica a distanza 

Ricordate i “gufi” che il 14 settembre scorso sostennero come tornare tutti allegramente in classe fosse rischioso? Ebbene a tutti questi docenti, medici e scienziati il ministro Azzolina dovrebbe chiedere scusa. Si parla di nuovo di didattica a distanza.

Nella conferenza Stato-regioni di ieri è arrivata infatti la richiesta di riprendere la didattica a distanza per gli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori. Il motivo -si dice- è quello di tentare il decongestionamento del trasporto pubblico locale riservandolo a chi, per età, necessita di un affiancamento nella didattica. Anche se non sarà inserita nel DCPM in pubblicazione oggi, potrebbe essere una misura attuabile più avanti. 

Sempre che il ministro Azzolina rinunci al suo unico obbiettivo politico destinato a essere pericoloso. Voler tenere per forza tutti a scuola, con l’aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni, sarà impossibile. C’è solo da sperare che il ministro dell’istruzione se ne accorga in tempo. 

A rafforzare le ragioni di una didattica a distanza settoriale c’è la fascia di età degli studenti che dovrebbero sostenerla. Ragazze e ragazzi che si stanno avvicinando alla formazione universitaria o al lavoro per i quali potrebbe fungere da allenamento al loro futuro fuori dalla scuola. E sempre meglio di andare in bagno con la clessidra o consumare lo spuntino seduti al banco.

Se questa misura fosse attuata dovrebbe essere però accompagnata da comunicazioni rivolte ai giovani. Questi infatti non possono essere usati come pedine ausiliarie per raggiungere uno scopo implicito. Il governo dovrebbe esplicitarne le ragioni rivolgendosi direttamente a loro. Sono anch’essi cittadini a cui rivolgersi spiegando cosa gli è richiesto. Se come sembra la didattica a distanza servirà anche per limitare le uscite entra scolastiche, sarà necessario spiegarlo non lasciando solo alla famiglia l’imposizione di divieti. 

Stiamo parlando di finezze me ne rendo conto. Adesso il problema è far desistere il ministro Azzolina dal perseguire un obbiettivo che non è più possibile mantenere. 

Federico Feliziani

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Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.