Dark Fall
Dark Fall
Nerdate

VideoJack: Dark Fall 3

Tempo di lettura: 4 minuti

Spero che la saga di Dark Fall vi abbia abituati a tenere viva l’atmosfera di Halloween, ma manca ancora il capitolo conclusivo della serie. Un titolo che fa un deciso salto in avanti in molti aspetti del gioco. Ma andiamo con ordine.

 

Lost Souls

A questo punto della saga impersoneremo un ispettore di polizia che qualche anno fa si occupò del caso di una bambina scomparsa e che venne licenziato per aver manipolato le prove con lo scopo di essere il sospettato principale. E’ buio. Arriva un sms da mittente sconosciuto, il quale ci avvisa che non siamo soli. Subito dopo accenderemo la luce del cellulare e vedremo l’ambiente in cui ci troviamo: una galleria con un’insolita “decorazione”, composta da tantissimi manichini che si trovano sia in piedi che contenuti in carrelli della spesa. Già qui si potrebbe fare il primo sobbalzo, scaraventati in un’ambiente tanto strano quanto inquietante.

Qui vedremo anche le migliorie grafiche e tecniche. La prima è molto più dettagliata, dinamica invece che statica. Nei giochi precedenti la visuale era fissa e avanzando o girandoci ci ritrovavamo direttamente alla visuale nuova. Qui invece la visuale ruota in tempo reale, mostrandoci l’ambiente a 360 gradi. Inoltre in molti momenti la visuale traballerà dando un forte senso di realismo ed immedesimazione (per esempio se siamo in equilibrio precario o se abbiamo preso uno spavento). Sono presenti inoltre altri dettagli efficaci, come il fiato reso visibile dal freddo.

Dopo aver esplorato questa zona e notato che l’ispettore non è una persona molto stabile (nell’inventario ci ritroviamo una bottiglia di vodka e delle pillole), ci ritroveremo fuori dalla galleria e avremo davanti a noi un ambiente familiare. Siamo nella stazione di Dowerton, la stessa del primo gioco. Qui ci si potrebbe chiedere cosa può aspettarci di nuovo (almeno a chi ha giocato il primo titolo) ma la maestria dell’autore renderà quest’ambiente nuovo anche per noi. Infatti, l’ambiente è totalmente stravolto. Tutta la stazione sarà tappezzata di elementi bizzarri ed inquietanti, come i manichini già visti, forbici sui muri, creature strane nei lavandini…

Il nostro compito sarà aiutare l’ispettore a trovare altri indizi per trovare Amy o capire cosa le successe tempo fa.

L’atmosfera di questo titolo è decisamente molto più forte ed horrorifica. Oltre all’aspetto terrificante della stazione troveremo altri elementi decisamente d’impatto. Se nei titoli precedenti la presenza degli personaggi era data dai documenti e dai ricordi, qui ci ritroveremo faccia a faccia con veri fantasmi. Alcuni di questi saranno personaggi presenti anche nel primo titolo per dare un po’ di fanservice, ma non saranno collegati direttamente con la trama.

La maggiore tensione presente in questo titolo agisce direttamente anche sul gameplay e sulla risoluzione di enigmi. Molti saranno “strani” e saranno decisamente più paurosi da affrontare rispetto alle deduzioni logiche/matematiche a cui eravamo abituati. Alcuni di questi saranno pure da affrontare in tempo reale, cosa insolita per un’avventura grafica, magari a causa di una situazione di pericolo (qui è presente l’elemento “sconfitta”, ma semplicemente se si perde si riprova). Tutto ciò aggiunge molto pepe alla nostra avventura e mostra un ottimo connubio tra la tensione e lo spavento vero e proprio.

In compenso, questo gioco è generalmente più semplice da risolvere rispetto ai precedenti per due motivi. Il meno significativo è che continueranno ad arrivarci degli sms da mittente ignoto che ci daranno dei suggerimenti su come agire. Il più significativo è che l’avanzamento qui è più lineare: nei titoli precedenti potevano ritrovarci ad affrontare molti enigmi insieme e si poteva già esplorare ogni zona. Qui invece c’è una successione abbastanza definita sulle azioni da fare e sulle zone da esplorare, tanto che ogni piano dell’albergo è precluso a meno che non si abbiano risolto gli enigmi di quello sottostante. Ciò non toglie che gli enigmi siano di livello, forse presi singolarmente sono i più difficili.

Le note negative di Dark Fall 3 sono direttamente collegate alla trama. C’è qualche elemento che lascia perplesso e qualche altro che non viene spiegato, ma la costruzione dell’atmosfera bilancia abbondantemente queste debolezze, evidenziando il punto forte di questo gioco che, come nei predecessori (in realtà soprattutto del primo), è l’esplorazione di un luogo tanto inquietante quanto reso bene.

Prima di chiudere, faccio un paragone con Dark Fall per evidenziare gli elementi che differenziano due opere così simili nel risultato ma diverse nel modus operandi. The Journal è ottimo per la coesione di trama ed atmosfera ed ha una grande capacità di mettere tensione tramite dei mezzi estremamente semplici. La paura che si prova è genuina e primordiale: è perfetto nel suo piccolo. Lost Souls d’altro canto pecca in questa coesione a causa degli elementi deboli di trama, ma la padronanza dell’autore e i mezzi più moderni aggiungono alla tensione sempre presente elementi espliciti e forti, allargando così di molto le sfumature di emozioni provate.

In conclusione, Dark Fall 3-Lost Souls è una delle esperienze più forti e divertenti che abbia provato, l’avventura grafica più spaventosa a cui abbia giocato fin adesso. Chi si è divertito coi titoli precedenti deve assolutamente giocarlo. È perfetto per chi adora l’horror e/o le avventure grafiche stimolanti e, al contrario dei precedenti, è adatto anche a chi è abituato a giochi dei “giorni nostri”, potenti ed espliciti.

Pro:

-atmosfera e location magistrali

-non c’è solo paura, c’è davvero spavento: come avventura grafica è molto potente

Contro:

-l’avanzamento della trama risente di qualche pecca

De Gustibus:

c’è un evidente tentativo fallito di pareggiare l’abilità di costruzione del primo titolo; a causa di ciò non c’è l’originalità del primo, in compenso ci sono molti elementi che aggiungono sapori diversi

Voto: 4.5/5

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Giacomo Lorenzi
Informatico conosciuto in rete col nickname Dusan, è appassionato di videogiochi (soprattutto avventure grafiche) e di fumetti. In Borderlain il suo scopo è soddisfare il vostro lato nerd più esigente o lasciarvi anche solo curiosare all’interno della rubrica che porta il suo soprannome.