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Politica

Cingolani annuncia i rincari sulle bollette di gas e luce, ma poi?

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Fra evergreen e novità la settimana politica che si sta concludendo ha animato abbastanza il dibattito. Da un lato l’annuncio dei rincari sulle bollette da parte del ministro alla transizione ecologica Cingolani; dall’altro l’obbligo di green pass per i lavoratori che dovrebbe entrare in vigore il 15 ottobre.

Cingolani si dimentica di essere un politico e annuncia un problema

L’annuncio dei rincari sulle bollette di luce e gas arriva come una doccia gelata su famiglie e imprese che proprio adesso stanno riprendendo una vita economica normale dopo il Covid- 19. Ad aprire il rubinetto è stato il ministro alla transizione ecologica dal parco di una manifestazione alla quale era invitato. Forse un disorientamento spazio temporale ma sta di fatto che Cingolanmi ha interpretato un ruolo non suo: non dovrebbe infatti annunciare problemi ma soluzioni. Se proprio si desidera essere trasparenti nella propria attività politica bisogna anche proporre strategie per aggirare il problema che si condivide con la platea.

È un fattore fisiologico l’aumento del costo dei materiali in epoca di ripresa; Cingolani però avrebbe dovuto far impegnare subito il governo nella ricerca di una modo per scongiurare l’aumento del costo dell’energia elettrica e del gas. È evidente come la transizione ecologica avrà dei costi ma Cingolani non è un mezzobusto con il ruolo di annunciarli; Cingolani dovrebbe limitarli elaborando un piano complessivo. 

A quanto scaltrezza Cingolani deve imparare molto. L’aumento delle bollette di luce e gas arriva dopo un altro scivolone del ministro che, ad un’iniziativa di Italia Viva alla quale era invitato, si è dichiarato favorevole al nucleare di ultima generazione. Dichiarazione che ha fatto molto discutere: Giuseppe Conte per conto del Movimento Cinque Stelle ha ricordato come i cittadini abbiano detto no al nucleare nel 2011; di tutta risposta Matteo Salvini negli ultimi giorni si è detto favorevole a una centrale nucleare in Lombardia.

Va detto che il tema del nucleare non è al momento in discussione. Lo stesso Cingolani ha dichiarato di aver voluto solo aprire un ragionamento e non annunciare una scelta. 

Green pass obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati. Ma non si sa ancora se i tamponi saranno gratuiti o a pagamento

Draghi va dritto: il governo dispone l’obbligo di green pass per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato. Il problema sottolineato anche dai sindacati è il costo dei tamponi: i rappresentanti dei lavoratori starebbero spingendo perché si arrivi alla gratuità dei molecolari.
Richiesta tutt’altro che peregrina se si considera il quadro normativo in cui si muove il green pass. Il passaporto verde infatti si può ottenere con la vaccinazione o con il tampone negativo; nel momento in cui diventa obbligatorio per entrare al lavoro sarebbe coerente rendere i tamponi gratuiti. Ma il governo sembra di altro avviso, molto probabilmente per indurre ancora di più alla vaccinazione senza dover affrontare lo scoglio politico dell’obbligatorietà vaccinale.

Scelta che però potrebbe far infilare il governo in un brutto pertugio dando adito a una pioggia di ricorsi da parte di chi, usufruendo del diritto vigente a non vaccinarsi contro il Covid- 19, potrebbe pretendere il tampone gratis per accedere al posto di lavoro.
Non è con il green pass esteso che si obbliga al vaccino; la politica dovrebbe bensì arrivare a una legge esplicita che introduca l’obbligo nel caso fosse questo l’obbiettivo del governo.

Federico Feliziani 
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Federico Feliziani
Autore e scrittore di prosa e poesie, blogger e consigliere comunale a Sasso Marconi, è da circa un decennio politicamente attivo e dedito alla causa contro le violazioni dei diritti umani. Considera la propria disabilità un’amica e compagna di vita con cui crescere e mantenere un dialogo costante.