Belle di faccia
Cultura

Le Belle di Faccia: progetto oltre il web contro la grassofobia

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In un angolo dell’Instagram ci sono Chiara e Mara, due ragazze che, nel 2018, hanno dato vita ad un progetto: Belle di faccia. Il nome deriva da tutti quei commenti indesiderati che tendono a sottolineare che si ha un bel viso, ma “peccato per il corpo”.
Oggi, questo progetto è diventato un’associazione con l’obiettivo di portare consapevolezza, online e offline, su argomenti quali la Fat Acceptance e la Body Positivity.

A tale proposito, a metà settembre, Chiara e Mara hanno dato vita ad un coloring book : 18 capitoli dedicati alla Fat Acceptance e Body Positivity con disegni e testi. In Italia qualcosa di simile non esisteva ed ha rappresentato un gesto rivoluzionario.

Grassofobia ed esperienze personali.

Il progetto riguarda la grassofobia“paura, disprezzo e discriminazione verso il grasso e le persone grasse” – e la Body Positivity – un movimento sociale contro la discriminazione verso i corpi considerati non conformi dalla società (corpi grassi, disabili, con cicatrici, trans ecc). Questo movimento trae origine dalla Fat Acceptance, nato tra gli anni Sessanta e Settanta per combattere i pregiudizi e la discriminazione nei confronti dei corpi grassi e per migliorare il modo in cui le persone grasse sono trattate dal sistema sanitario, la loro stigmatizzazione e rappresentazione mediatica.La lotta delle Belle di faccia

Chiara e Mara sono partite dalla loro personale esperienza di donne grasse e si sono rese conto che in Italia si parla veramente poco di grassofobia e si promuove una versione di Body Positivity lontana dalla realtà, portando avanti l’idea che l’accettazione del proprio corpo va bene solo se conforme agli standard sociali.

La Body Positivity, in realtà, è un movimento nato per l’accettazione dei corpi grassi e si è poi esteso a tutti quei fisici che esulano dalla norma sociale.

È così che nasce la loro idea di creare uno spazio tutto in Italiano dove portare consapevolezza e sensibilizzazione su queste tematiche. 

Perché è importante parlarne.

Le persone con corpi grassi non solo subiscono commenti indesiderati e/o insulti, ma vedono la discriminazione riflettersi nelle normali azioni quotidiane: ad esempio nella difficoltà di trovare capi d’abbigliamento belli e soddisfacenti, sedie comode e accoglienti o nello sconforto di ricevere diagnosi mediche sbagliate, perché qualsiasi cosa viene ricondotta al peso, senza fare dovuti approfondimenti clinici.
Esempio di ciò a cui ci riferiamo è la storia di Muriel, che da piccola non riusciva a camminare e il pediatra ha liquidato più volte la questione con un “la bambina deve dimagrire”. Dalle radiografie è poi risultato che aveva un tumore benigno alla tibia.

Lo scontro con la società.

La società ha un problema coi corpi grassi: non vanno bene. Le persone grasse vengono dipinte come pigre, oziose, persone a cui piace mangiare senza un limite, poco curate e automaticamente non belle, attribuendo al grasso la connotazione di “brutto” o “malsano”. Ma parliamo di persone che hanno una storia, una vita e che provano emozioni e sentimenti. Il grasso viene ridotto a una caratteristica fisica inaccettabile, tralasciando che proprio quel corpo grasso lì, appartiene ad un essere umano.

I corpi non possono essere tutti uguali e dal momento che le persone grasse ci sono hanno diritto di essere rappresentate e rispettate.
Spesso si tende a cercare un motivo del perché “si è così” e poi pensare ad una “cura”. Questo succede perché è inconcepibile che esistano persone con corpi diversi dallo standard sociale ed è impossibile che non vogliano cambiare. Ma ci sono, esistono, e hanno il diritto di fare ciò che vogliono del loro corpo e di essere rappresentate come corpi normali e conformi. Senza essere considerate sbagliate.

La lotta delle Belle di faccia

Tutti hanno diritto al rispetto e questo non si misura in base a quanto si è in salute e/o attraenti. Qualsiasi commento relativo al corpo non è necessario, mai, e potrebbe peggiorare la situazione.

La grassofobia viene perpetrata anche verbalmente, attraverso:

  • Il Body Shaming: offese, discriminazioni e commenti negativi verso il corpo di un’altra persona che esula dagli standard sociali. Nel caso del Fat Shaming questo va a colpire il grasso.
  • La diet culture è un sistema di valori che attribuisce al dimagrimento e alla magrezza una grossa importanza, un qualcosa da raggiungere a tutti i costi – e questo alimenta ancora di più il disprezzo verso il grasso, in quanto non è socialmente accettato che una persona non voglia perdere peso e/o fare sport per migliorarsi e raggiungere gli standard sociali.La lotta delle Belle di faccia
  • La Fat talk, è una pratica che implica la definizione del grasso in modo negativo. Ci si lamenta del proprio corpo o di come/quanto ci si senta grassi (N.B. Il grasso non è un sentimento!!), dando sempre una connotazione negativa.

La parola grasso è solo un aggettivo come un altro per descrivere la fisicità di una persona. Utilizzarla come insulto o in maniera negativa non fa altro che rafforzare la grassofobia. 

Non è mera promozione dell’obesità.

Molte persone ritengono che la Body Positivity promuova l’obesità, ma ciò che questo movimento si pone come obiettivo è l’idea di accettare che esistono corpi diversi e che ognuno ha il diritto di esistere, di amarsi, volersi bene, vivere serenamente ed essere rispettato. È un movimento sociale e politico che combatte i pregiudizi e le discriminazioni subite, in ogni campo, dalle persone con un corpo non conforme.

Il lavoro che fanno Mara e Chiara è molto prezioso e rivoluzionario. In Italia queste tematiche non vengono trattate in maniera corretta, ma le Belle di faccia stanno colmando questo vuoto. Grazie al loro progetto hanno creato uno spazio d’informazione confortevole, accogliente e rappresentativo.

Articolo a cura di:

Sara Najjar

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Sara Najjar
Nata nel 1996 a Bologna e cresciuta nell'hinterland modenese, è ritornata nella sua città natale da pendolare dove ha studiato prima Educatore sociale e culturale e poi Pedagogia. Si circonda di gatti fin da quando è piccola e, tra le tante cose, si ciba di musica (principalmente indie), serie tv, libri e scrittura.