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Politica

United colors of Sardine: ecco cosa ha sbagliato chi non ha mai fatto politica

Neanche il tempo di scattare la foto in casa Benetton che gli insulti avevano già affogato le United Colors of Sardine, tanto che Fabrica (la fondazione made by Oliviero Toscani) si è sentita in dovere di cancellare la prova dell’incontro su Facebook. “Siamo increduli” si legge nel post “che una foto ricordo di un incontro tra giovani menti provenienti da diversi Paesi, ritrovatesi per parlare di futuro, abbia generato una reazione così scriteriata.” Pertanto il tentativo di rimediare anche da parte delle sardine spiegando che “una foto non fa primavera” perché “non abbiamo pensato che quella foto sarebbe stata strumentalizzata per associare le sardine ai poteri forti”.

Il fatto non sussisterebbe

Se Fabrica intendesse incontrare delle giovani menti per parlare di futuro, tutti avrebbe potuto invitare tranne i fondatori delle sardine. Infatti, dalle origini pre natalizie ad oggi, Mattia Santori & co. sono sempre stati vaghi riguardo il continuum politico del proprio movimento-non-movimento. Vaghi quanto aleatori e perfino ambigui. Non certo per il linguaggio utilizzato dal fondatore durante le pubbliche interviste, segno di una maturità d’eccezione per chi si è trovato da un giorno all’altro sotto i riflettori. Bensì per l’incapacità di rivolgersi apertamente alla propria parte politica di riferimento (la sinistra) criticando il suo nemico più ostile che esiste dall’era Berlusconi (Salvini). Ma andiamo con ordine.

Scivolone con schianto

Per le sardine, aver accettato a cuor leggero un invito da parte di chi sta al mondo (non solo politico) prima di loro, è stato per diversi motivi uno scivolone con schianto che solo chi non è cresciuto a pane e politica può commettere. Innanzitutto, per aver pensato che la visita non fosse istituzionale, ma solo una mera presenza a prescindere dalle finalità dell’incontro. E ancor più grave non aver considerato la possibilità di diventare uno strumento in mano a chi ha già i piedi in concessioni autostradali e complessi sistemi aziendali e di franchising nel mondo. Magari, l’obiettivo dei Benetton era solamente un goffo modo di fare influencer-marketing, o ritornare in auge dopo lo scandalo autostrade, o magari niente di tutto questo. Tuttavia riesce difficile pensare che, arrivati a certi livelli del panorama politico, alcuni incontri vengano lasciati al caso: da qui il termine United Colors of Sardine perché si concorre ognuno a suo modo ai propri obiettivi.

Dov’è lo sbaglio

Fatto sta che il popolo degli anti-populisti ha aspramente criticato l’ingenuità di Mattia Santori & co. Perché ecco dove sbaglia chi non ha mai fatto politica prima di entrarci (o tuffarvici): pensa che esista ancora un confine tra vita privata ed istituzionale. Poveri illusi, non avete capito che il politichese è un modo di vivere oscuro e che se non compreso a fondo rischia di bruciare. E poi parliamoci chiaro. Davvero i grandi della politica (e per grandi intendo leader di partito, figure che conoscono il proprio elettorato target di riferimento) potrebbero mai prendere in considerazione 4 ragazzi facenti flash mob solo da ieri, in maglioncino e capelli spettinati, senza un manifesto vero e proprio ma alla ricerca di un mondo migliore? Posso capire che l’abito non faccia il monaco, però lo aiuta e ne legittima la provenienza.

Ma c’è chi dice sì…

… ed è il PD, il primo protagonista della parte politica di riferimento sardinista. Tanto che, di recente, Zingaretti avrebbe dichiarato di voler fondare non un nuovo partito ma un partito nuovo, che fa contare le persone ed è organizzato in ogni angolo del paese”. E qui si addensano le mie riflessioni. Quanto può essere caduta in basso la seconda forza politica in Italia se ha bisogno di 4 ragazzi per una new age? Perché per vedersi unita, la sinistra deve per forza dichiarare un nemico comune? Forse perché è più facile che stilare un proprio programma? Forse perché distruggere l’altro è meglio di costruire se stessi? Ma allora fate il gioco di Salvini. Quindi dove sta la differenza tra il “noi” e il “loro”?

Ma sono le stesse sardine a voler mettere una toppa  il giorno dopo alla gita fuori porta trasformatasi in figura di merda: hanno inviato una lettera al premier Conte al fine di trovare un confronto comune per il bene del Paese. Un passo indietro che manco Amadeus. Stiamo tuned nel vedere cosa succederà nella prossima puntata di United Colors of Sardine.

 

Carlotta Cuppini

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Carlotta Cuppini
Fondatrice di Borderlain ne dirige la strategia pensandone dieci e facendone mille. Adottata da Milano con furore, beve caffè amaro al mattino e vino rosso la sera. Le piace organizzare cose con sorridente serietà. Colleziona edizioni di Jack Frusciante è uscito dal gruppo che tiene sul comodino insieme a un manuale di Management.