Kobe Bryant
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Kobe Bryant: ecco perché verrà ricordato per sempre

Kobe Bryant è morto. Sembra impossibile, ma è la dura verità. Quando qualcuno ci lascia è una tragedia. Quando a farlo è una leggenda del suo calibro, l’eco della sua grandezza risuona nelle menti di ogni singola persona, non solo i tifosi. 

È vero, Kobe Bryant non c’è più e accettarlo non sarà certo facile. Però le sue prodezze, i suoi record e i suoi traguardi lo hanno reso un mito, indimenticabile; il suo nome rimarrà scolpito nelle memorie delle persone che lo hanno acclamato e amato.

Amore giallo-viola

La sua carriera nell’NBA iniziò prestissimo. Dopo il liceo decise di non andare al college e dichiararsi eleggibile per il Draft NBA 1996. A neanche diciotto anni venne selezionato come tredicesima scelta assoluta dai Charlotte Hornets. Destino volle che gli Hornets lo utilizzarono come merce di scambio: lo cedettero ai Los Angeles Lakers, squadra preferita di Bryant, in cambio di Vlade Divac.

Bryant debuttò in NBA il 13 novembre 1996, con i colori giallo-viola che non ha mai abbandonato fino al suo ritiro. Con i Los Angeles Lakers ha vinto cinque titoli NBA, tre (2000, 2001 e 2002) con la canotta numero 8, due (2009, 2010) con il numero 24.

5 momenti di Kobe Bryant che rimarranno nella storia

1) Quando segnò 81 punti in una partita

Era il 22 gennaio 2006, i Los Angeles Lakers stavano perdendo contro i Toronto Raptors. Black Mamba prende in mano la situazione e nella seconda metà della partita mette a referto più di cinquanta punti, portando i suoi giallo-viola alla rimonta e alla vittoria.

2) Quando vinse lo Slam Dunk Contest

Era il 1997 e lui era una matricola, aveva 18 anni. È tutt’ora il più giovane giocatore ad aver vinto questa competizione. La schiacciata che lo fece trionfare: palleggio verso canestro, salto, palla tra le gambe e canestro. Spettacolo!

3) Quando giocò la sua ultima partita

13 aprile 2016, Staples Center, i Los Angeles Lakers vincono contro Utah Jazz, ma tutto il palazzetto è in estasi per la prestazione di Black Mamba. Il numero 24, nella sua ultima partita, all’età di 38 anni, segna 60 punti. Per quella stagione è la miglior prestazione di un giocatore, per Kobe è l’addio perfetto al parquet. Tra il pubblico in visibilio c’è anche un incontenibile Jack Nicholson.

4) Quando ritirarono i suoi numeri

Il 18 dicembre 2017, allo Staples Center, si tiene la cerimonia di ritiro dei suoi due numeri: l’8 e il 24. È il primo giocatore a vedere appesi nello stesso palazzetto due suoi numeri. A presentare l’evento c’è Magic Johnson che con semplicità afferma: “There will never ever be another Kobe Bryant”.

5) Quando vinse un Oscar

Nel 2015, per annunciare il suo ritiro alla fine della stagione seguente, Kobe Bryant scrive una lettera al basket. Quella lettera ispira Glen Kean, un animatore, che la trasforma in un cortometraggio di animazione, intitolato Dear Basketball. Il cortometraggio viene nominato agli Oscar 2018 e vince. Kobe Bryant sale sul palco incredulo a ritirare la statuetta. 

Addio Black Mamba

Gli avevamo detto addio una volta, nel 2016, quando si ritirò. Avevamo detto addio alle sue prodezze, al suo elegante fadeaway e alle sue magie. Lo avevamo salutato con il sorriso, dopo esserci goduti per vent’anni la sua presenza in campo, consapevoli che il parquet avrebbe potuto calcarlo in altri modi. Questo addio definitivo è arrivato troppo presto e troppo all’improvviso. Nessuno era pronto per tutto questo. 

And we both know, no matter what I do next

I’ll always be that kid
With the rolled up socks
Garbage can in the corner:
05 seconds on the clock
Ball in my hands.
5 … 4 … 3 … 2 … 1

Love you always,

Kobe

Sara Tocchetti

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