il futuro è donna
Società

Pangea, durante e oltre la pandemia il futuro è donna

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Il 28 aprile la Fondazione Pangea Onlus ha presentato i progetti sviluppati e gli obiettivi per il 2021.

Nel 2020, solo in Italia, la rete antiviolenza Reama di Fondazione Pangea Onlus ha aiutato circa 2000 donne a uscire da relazioni violente. Fondazione Pangea Onlus, organizzazione attiva dal 2002 nell’ambito dei diritti umani per le donne favorendone il riscatto umano, economico e sociale in contesti discriminati e segnati da povertà, guerre ed emarginazione, ha continuato a operare nonostante le restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo una donna su tre è stata vittima di violenza o di violenza sessuale e il 38% dei femminicidi nel mondo sono commessi dai partner. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha registrato come ogni giorno nel mondo siano 137 le donne uccise da un membro della famiglia e meno del 40% delle donne che subiscano violenza chiedano aiuto.

Situazione che non si discosta molto dalla realtà italiana dove durante il lockdown tra Gennaio e Giugno 2020 sono state uccise in totale 59 donne come emerge da un report sulla violenza di genere elaborato dal Servizio analisi criminale della direzione della Polizia criminale.

Per questi motivi, l’impegno di Fondazione Pangea Onlus, anche quest’anno, non si è fermato grazie anche al supporto di L’Oréal che ha scelto di sostenere le attività che Pangea Onlus svolge in Italia attraverso il “Fund For Women”, un fondo da 50 Milioni di euro a supporto delle donne vulnerabili inserito all’interno del programma di sostenibilità “L’Oréal For The Future” con gli obiettivi per il 2030.

In tutti questi anni Fondazione Pangea Onlus ha avviato in Italia ma anche in Paesi come l’India e l’Afghanistan progetti di empowerment femminile che sono tuttora in corso.

Quest’anno Fondazione Pangea potrà rafforzarsi e operare con capillarità grazie al sostegno del contributo del “Fund For Women” di L’Oréal, volto a sostenere le organizzazioni attive sul campo e gli enti benefici locali nel loro impegno per contrastare la povertà, aiutare le donne ad integrarsi dal punto di vista sociale e professionale, prestare assistenza emergenziale alle donne rifugiate e disabili, prevenire la violenza sulle donne e supportare le vittime.

Da molto tempo L’Oréal è impegnata a sostenere i diritti delle donne. Le conseguenze della crisi colpiscono in modo sproporzionato le donne che rischiano soprattutto di perdere il lavoro o il reddito o di subire violenze domestiche o sessuali. Alla luce di questo L’Oréal ha assunto un nuovo impegno per aiutarle.

“Sono particolarmente felice che L’Oréal Fund for Women abbia scelto di sostenere il lavoro di Pangea conoscendo l’impatto sociale dei nostri progetti” ha dichiarato Luca Lo Presti, Presidente di Fondazione Pangea Onlus, “Insieme aiuteremo tantissime donne e lo faremo in un momento complesso come quello attuale, dove le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria si affiancano alle difficoltà economiche e rendono il nostro lavoro di accompagnamento all’empowerment economico e alla fuoriuscita dalla violenza di vitale importanza. Anche durante l’emergenza Pangea ha subito lavorato per ricostruire il futuro di tante donne in Italia e nel mondo. La scelta di L’Oréal Fund for Women di investire sul lavoro di Pangea rende molto più concreta e solida la nostra visione di futuro in cui le donne godano degli stessi diritti e delle stesse opportunità e proprio grazie al loro prezioso supporto diventerà realtà”.

Nel 2021 Fondazione Pangea continuerà il suo impegno proseguendo il lavoro avviato nel costante miglioramento delle condizioni di vita delle donne e delle loro famiglie. Fondazione Pangea, con la partecipazione di L’Oréal Italia, ha tenuto il 28 aprile una conferenza stampa per mostrare l’impegno comune durante e oltre la pandemia anche attraverso la voce e le testimonianze delle donne beneficiarie dei progetti di microcredito, gestione economica, formazione professionale e contrasto alla violenza.

Stiamo vivendo una lunghissima fase di transizione per uscire dal Covid che rende tutte e tutti disorientati. Pangea è impegnata in diversi luoghi del mondo come l’Afghanistan e l’India, mentre in Italia lavora per il contrasto alla violenza sulle donne” ha commentato Simona Lanzoni, Vice presidente di Fondazione Pangea Onlus, Il Covid ha esasperato molte situazioni di abuso e violenza facendo emergere quanto troppo spesso rimane sommerso: il dolore, lo spaesamento e la tristezza determinata da questi fatti. Il periodo del primo lockdown nel 2020 è stato molto complesso perché abbiamo vissuto una situazione inattesa. Ora ci attendono continue sfide per sostenere le donne nell’uscita dalla violenza e per orientarsi nel mondo del lavoro. Noi lo sappiamo bene perché Pangea è sempre stata al fianco delle donne e dei loro figli, prima e anche durante la pandemia, con gli sportelli antiviolenza online nazionali che si sono rivelati preziosissimi, come anche quello in presenza su Roma, e con il progetto Piccoli Ospiti”.

Tra le varie iniziative che Pangea ha in corso si segnalano quelle in Italia, India e Afghanistan.

PROGETTI IN ITALIA

Dal 2008 Fondazione Pangea è impegnata in Italia con progetti di aiuto verso donne e bambini che vivono situazioni di violenza. Le donne vengono colpite indistintamente e in diverse forme dalla violenza, ma i dati statistici confermano che è la famiglia il luogo in cui viene maggiormente perpetrata, nelle relazioni di intimità. Anche i bambini assistono o subiscono in prima persona le conseguenze di tanta violenza in famiglia e si trovano spesso in una spirale i cui effetti rischiano di accompagnarli anche da adulti.

Durante la pandemia, in cui i momenti di violenza domestica sono aumentati, per supportare donne e bambini Pangea ha rafforzato lo Sportello antiviolenza online e ha fornito risposte strutturali attraverso la Rete nazionale antiviolenza REAMA, (Rete per l’Empowerment e Auto Mutuo Aiuto) nata proprio da Fondazione Pangea, di cui fanno parte 30 tra centri antiviolenza, sportelli e case rifugio, sparsi capillarmente in tutta Italia.

Nel 2020 la rete Reama ha accolto e accompagnato a uscire da relazioni violente 1952 donne mentre 98 sono state quelle protette in casa rifugio spesso accompagnate anche dai figli, ben 80, per un totale di 178 persone. Dal 1 gennaio 2021 a marzo 2021 hanno contattato gli sportelli antiviolenza online di Pangea (sportello@remanetwork.org e miaeconomia@remanetwork.org specifico sulla violenza economica) e lo sportello in presenza su Roma 50 nuove donne, prese in carico con colloqui, sostegno legale o attraverso l’invio a centri territoriali. Il centro antiviolenza risponde al numero 349 3442257.

Il progetto Piccoli Ospiti nel 2020 ha coinvolto complessivamente 16 nuclei familiari composti da mamme e bambini e quest’anno coinvolgerà circa una cinquantina tra donne e bambini mentre a fine 2020 è stata anche aperta una Casa rifugio di Pangea.

PROGETTI IN INDIA

Dal 2017 a Varanasi, in India, Pangea ha raggiunto 955 donne riunite in 78 gruppi, stabilite in 12 villaggi nell’isolato di Chiraigaon con l’obiettivo di dare loro potere economico attraverso un progetto che ha lo scopo di formare e sviluppare le capacità dei gruppi di auto-aiuto femminili.

Vista la situazione causata dal Covid-19 nel 2020, Pangea ha fornito a tutte le donne un kit alimentare supplementare a quello fornito dal governo indiano e fondamentale per la sopravvivenza di queste persone.

Il lavoro, poi, per formare e rendere consapevoli le donne dei villaggi su come affrontare la pandemia ha restituito ottimi risultati perché l’impatto del Covid19 nei 12 villaggi del progetto a Varanasi è stato bassissimo.

PROGETTI IN AFGHANISTAN

In Afghanistan Fondazione Pangea è presente dal 2003 con il Progetto Jamila nell’area urbana di Kabul, dove ha attivato un circuito di microcredito, integrato con servizi di tipo educativo e sociale. Il Progetto Jamila, come ogni anno, anche nel 2020 si è occupato delle donne distribuite in diversi distretti di Kabul. Quelle coinvolte sono state 257 e di queste 113 erano al loro secondo microcredito dopo la felice esperienza dell’anno precedente.

Si sono svolti, inoltre, i corsi di matematica e alfabetizzazione, fondamentali per formare le donne a un corretto approccio al microcredito e alla gestione economica. Delle 547 beneficiarie che hanno seguito i corsi, 257 provengono dal microcredito e 290 dal programma di risparmio.

Ma a Kabul Pangea ha anche una scuola che coinvolge 550 bambini sordi. Qui le difficoltà economiche causate dal Covid-19 hanno arrecato la perdita di ogni possibilità di guadagno da parte delle famiglie che non riuscivano più a procurarsi da mangiare.

Dopo essersi confrontata con lo staff locale, Fondazione Pangea ha deciso di effettuare la distribuzione del cibo utilizzando il budget che sarebbe stato destinato ai corsi di formazione degli studenti. Poiché i costi per questo sostegno sono aumentati, Pangea ha fatto convergere sulla distribuzione di cibo anche parte del budget del progetto di microcredito.

FONDAZIONE PANGEA ONLUS

Fondazione Pangea nasce nel luglio 2002 come organizzazione indipendente e apartitica senza scopo di lucro, con l’obiettivo di lavorare in Italia e nel mondo per promuovere i diritti delle donne, prevenire e contrastare la violenza basata sul genere e quella assistita o subita dai minori, promuovere le pari opportunità, sviluppare l’empowerment economico, sociale e culturale delle donne, prevenire il sessismo, i discorsi e i linguaggi dell’odio.

Nel 2018 da Fondazione Pangea Onlus è nata REAMA – RETE nazionale antiviolenza, per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto che si compone di centri antiviolenza, sportelli e case rifugio, ma anche avvocate specializzate, professioniste e associazioni che lavorano per prevenire e contrastare la violenza. Fondazione Pangea ha anche uno sportello antiviolenza in presenza su Roma e una casa rifugio a indirizzo segreto.

Sara Najjar
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Sara Najjar
Nata nel 1996 a Bologna e cresciuta nell'hinterland modenese, è ritornata nella sua città natale da pendolare dove ha studiato prima Educatore sociale e culturale e poi Pedagogia. Si circonda di gatti fin da quando è piccola e, tra le tante cose, si ciba di musica (principalmente indie), serie tv, libri e scrittura.