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Recensioni Videojack: The Last Door

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The Last Door: un titolo semplice da analizzare e presentare, che ho scelto come primo titolo del 2020 per controbilanciare la forte partenza di quest’anno.

La Trama

In The Last Door ci troviamo alla fine del 1800 e impersoniamo Jeremiah Devitt; questi viene a sapere della morte di un suo amico d’infanzia, e indagando a casa sua troveremo elementi strani e le sue ultime volontà, che ci avvertiranno di come delle forze soprannaturali stiano minacciando noi, oltre al già defunto Anthony Beechworth. Questo perché, insieme ad altri due amici, facevamo parte di un gruppo che esplorava un territorio paranormale, noto come “Il Velo”. A quanto pare è stato squarciato…

Caratteristiche principali

The Last Door è un’AG punta e clicca, di stampo semplice e classico, divisa in due stagioni. Abbiamo una visione di insieme sia del paesaggio che del nostro personaggio, che muoviamo all’interno degli scenari. La prima cosa che salta all’occhio è la grafica esageratamente rétro, poiché è volutamente minimale e presenta dei pixel letteralmente enormi. Dico “esageratamente” perché, nonostante io apprezzi questo stile di grafica in questo genere di giochi, qui hanno esagerato col vintage: i pixel sono addirittura più grandi degli stessi giochi degli anni 80, che erano obbligati ad adottare questa semplicità visiva.

Se la grafica in sé può rimanere oggetto di discussione in quanto questione di gusto personale, subentra però un problema legato al gameplay: gli oggetti piccoli non sono mai troppo chiari e distinti, e in un gioco basato sugli enigmi questo ha un peso rilevante, per il discorso del pixel hunting che prevale sulla leggibilità immediata.

Gli enigmi, insieme alla trama, sono appunto il cardine di questo titolo: non ce ne sono di banali, ma anzi la difficoltà si mantiene elevata per la maggior parte del gioco. The Last Door non è facile da finire, e questo è un punto generalmente a favore per chi ama le sfide ma ostico per chi è più interessato alla trama. Trama che, nonostante sia di base intrigante e accompagnata da una buona atmosfera, non contiene nessuno spunto davvero degno di nota a mio parere, perciò rimane un titolo molto soggetto ai gusti personali.

Conclusione

The Last Door è una buona AG, contenente un buon connubio tra i suoi due elementi principali, la trama e gli enigmi. Purtroppo questi stessi elementi non possono essere considerati solo punti di forza, a causa della già citata presa mancata sul sottoscritto, a livello di interesse, e dello sbagliato connubio tra enigmi e stile grafico. Le uniche persone a cui posso consigliarlo sono quelle che hanno voglia di cimentasi in un’AG di livello per quanto riguarda la soluzione e progressione della stessa. Detto questo, il titolo, in base a quanto lo consiglio, si merita la sufficienza: fa bene il proprio lavoro, ma non è un’esperienza indimenticabile.

In Sintesi

Pro:

-enigmi di livello

Contro:

-lo stile rétro è esagerato, la grandezza dei pixel influisce sul gameplay e sulla chiarezza

De gustibus:

-trama e atmosfera

Voto: 3/5

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Giacomo Lorenzi
Informatico conosciuto in rete col nickname Dusan, è appassionato di videogiochi (soprattutto avventure grafiche) e di fumetti. In Borderlain il suo scopo è soddisfare il vostro lato nerd più esigente o lasciarvi anche solo curiosare all’interno della rubrica che porta il suo soprannome.