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Recensioni Videojack: Limbo & Never Alone

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo un titolo fortemente incentrato su storia e personaggi e con l’interattività ridotta al minimo, oggi vi porto Limbo & Never Alone, una coppia di giochi appartenenti ad una famiglia opposta, quella dei Puzzle Platform.

Si tratta di una tipologia di giochi  fortemente improntata sul gameplay caratterizzato dal controllo di un personaggio principale in un ambiente ostile, sopravvivendo a nemici e/o risolvendo enigmi ambientali. Spesso sono resi in grafica 2d con scorrimento laterale e la trama è pressoché inesistente, tranne che per qualche stralcio di narrazione che può fungere da input o da background. D‘altronde ci vorrà un motivo per imbarcarsi in un’avventura. Limbo & Never Alone rispecchiano totalmente le caratteristiche elencate qui sopra ed entrambi hanno una parvenza di trama interessante ma criptica, elemento che incide sul loro successo.

Limbo

Limbo è caratterizzato da un’atmosfera decisamente cupa ed anomala per il genere: si inizia senza un filmato, senza un incipit, calati nei panni di un ragazzino in quella che sembra una foresta. La prima cosa che colpisce è la totale assenza di colori: le forme principali, come il protagonista, sono nero opaco e il resto sfuma tra le tonalità del grigio. Iniziando a muoverci, vedremo che i pericoli non tardano ad arrivare, ed è tutto surreale: il primo nemico vivente è un ragno gigante, il primo di una lunga lista di nemici e trappole che dovremo superare usando il cervello, data la nostra condizione di bambino e quindi l’assenza di vere capacità fisiche. 

Poco ma buono.

Gli elementi appena esplorati di Limbo faranno in modo che, oltre alla difficoltà data dalla tipologia di gioco, saremo bersaglio di un’angoscia di fondo e una morbosa curiosità riguardo al protagonista e alla sua condizione. Dopo tutto, l’ambiente, il finale ed il titolo stesso lasciano capire che c’è una storia dietro questa corsa ad ostacoli. Consiglio vivamente a chiunque finisca il gioco di farsi un giro, tra blog e youtube, per leggere le speculazioni e confrontarle con la propria idea, per sviscerare per bene un gioco così essenziale ma efficacemente criptico.

La longevità è abbastanza bassa ma molto influenzata dalla propria abilità: la difficoltà non è esagerata ma si attesta su un buon livello. Ho finito Limbo dopo un consistente numero di ore, la prima volta poiché non sono particolarmente bravo in questo genere, perciò chi non è un esperto dei platform avrà pane per i propri denti; in compenso quando l’ho rigiocato (dopo molto tempo per non ricordarmi le soluzioni) ho ridotto di molto il tempo.

Pro:

-il retroscena e l’atmosfera cupa sono resi molto bene

-la difficoltà è di livello e per molti enigmi bisogna avere fantasia e spirito d’osservazione

Voto: 4/5

Never alone

In Never Alone impersoneremo Nuna, una ragazzina eschimese dotata di senso dell’avventura, lo stesso che la porterà a voler indagare su una particolare tempesta di neve che sembra interminabile;. La protagonista incontrerà presto una volpe artica che la accompagnerà nell’avventura. Qui si afferma il punto principale del gameplay: si può comandare sia Nuna che la volpe, entrambe con capacità differenti e quindi utilità diverse in base alla situazione. Nonostante il gioco sia godibilissimo anche da soli, alternando il comando dei personaggi, il massimo dell’esperienza è dato dal giocare in coppia, comandando un personaggio a testa.

Gioco e folklore.

Vedremo presto come sia stata curata la parte artistica e folkloristica di questo gioco: avanzando, verranno sbloccati filmati riguardo le usanze e tradizioni della popolazione Inupiat, tradizioni che si mescoleranno letteralmente al gioco grazie al loro inserimento nella storia o nel gameplay addirittura: la trama stessa che vivremo è un racconto tipico del folklore Inupiat.

Due note dolenti: la prima è che la longevità è molto bassa e la difficoltà non è mai alta. Personalmente, ho impiegato poche ore per finirlo, perciò un esperto del genere rischia di annoiarsi. La seconda criticità è che l’intelligenza del personaggio che non stiamo controllando non è eccelsa e a volte rischia di intralciarci invece che aiutarci.

È un gioco squisito per il comparto “contesto” e la divulgazione culturale è un grosso punto a favore, ma dal punto di vista del gioco in sé si poteva fare qualcosa in più.

Pro:

-l’aspetto di divulgazione folkloristica è molto interessante

-la trama è molto “presente” per un platform

Contro:

-il rapporto prezzo/longevità non è il massimo

-qualche problema meccanico riguardo il gameplay

Voto: 3.5/5

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Giacomo Lorenzi
Informatico conosciuto in rete col nickname Dusan, è appassionato di videogiochi (soprattutto avventure grafiche) e di fumetti. In Borderlain il suo scopo è soddisfare il vostro lato nerd più esigente o lasciarvi anche solo curiosare all’interno della rubrica che porta il suo soprannome.