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Recensioni Videojack: la trilogia del primo aprile

Tempo di lettura: 8 minuti

Still life 2

Dulcis in fundo, la ciliegina sulla torta di merda che riesce a far precipitare nel baratro una saga che si stava già preparando a saltare: Still Life 2.

Lo dico subito: è il gioco che ho odiato più nella mia vita. Non sto esagerando. Se Post Mortem è un gioco decente e il primo Still Life rimane godibile da chi ha molta pazienza ed è davvero preso dalla trama, Still Life 2 riesce a fallire su TUTTI i fronti, compresi i pochi che andavano bene nel precedente.

Purtroppo devo violare la mia regola sullo “spoiler-free”, anche se in parte minima, altrimenti temo che non riuscirei ad esprimere a sufficienza il perché questo gioco sia così tanto brutto.

Intanto, il gameplay e la scelta grafica rimangono uguali al precedente eppure sono riusciti ad apportare una sola modifica che è servita solo a far peggio; nel precedente Still Life, la telecamera era fissa e questo permetteva una buona grafica sugli ambienti di sfondo e sui dettagli e anche ai personaggi che sono invece i modelli mobili; qui invece la telecamera si muove seguendo il movimento del personaggio e questo ha ridotto la qualità grafica sia degli sfondi, poiché anch’essi mobili ora, sia dei personaggi che risultano molto più poligonali e meno dettagliati.

Ora veniamo alla trama: questo gioco dovrebbe ricollegarsi direttamente al primo, come fanno pensare i titoli, eppure ciò riesce ad essere completamente superfluo e buttato “alla cazzo” all’interno della costruzione del gioco. Il primo Still Life finiva con la mancata cattura del serial killer perciò viene naturale pensare che questo seconda parte serva a far continuare la caccia alla nostra Victoria e finire con l’arresto dell’omicida; beh, pensate che vada così? Ovviamente no! Infatti, l’identità del serial killer verrà rivelata nei primi minuti di gioco tramite filmate e indizi e nonostante questo, dei flashback verranno portati anche molto avanti rispetto alla trama, in momenti tutt’altro che inerenti. Già qui ci arriva un discreto calcio alla pazienza: gioco un titolo intero sulla cattura di un omicida, mi lasci sulle spine alla fine del gioco, e invece di farmi continuare in maniera coerente e divertente mi spiattelli in 5 minuti la soluzione di ciò che mi ha fatto perdere ore e mi inizi dal nulla una nuova storia di cui nessuno sentiva il bisogno. Ottima scelta.

Ma allora Still Life 2 di cosa parlerà? E’ semplice: la nostra agente dell’FBI è sulle tracce di un altro serial killer che sembra incatturabile per la polizia e il nostro compito sarà aiutarla a far sì che questa cattura avvenga; alterneremo il comando di Victoria a quello di Paloma, una giornalista catturata dallo squilibrato, perciò in sintesi il gioco sarà questo: cercare gli indizi con Victoria e salvarsi dai giochi perfidi del maniaco, in perfetto stile Saw, con Paloma. Non c’è altro a livello di trama. Tutto l’interesse creato grazie al parallelismo del titolo precedente viene spazzato via in un attimo e si gioca ad un semplice guardie e ladri.

Per caso vi ricordate del pixel hunting? Bene, se nel gioco precedente era una seccatura, qui è l’essenza del gameplay: è ONNIPRESENTE e questo non aiuta certo il gameplay di Victoria dato che sarà composto al 90% da cercare e cliccare; se all’inizio di Still Life giocare al detective era una scelta innovativa e divertente, qui diventa semplicemente una prassi estremamente noiosa.

Se con Victoria si tratterà più di un raccogliere i pezzi giusti e farli combaciare, con Paloma si affronteranno i veri enigmi del gioco. Qui si ricade sul tallone d’Achille: non sarebbero neanche difficili, il problema è che alcuni non hanno senso. Davvero, ho dovuto guardare delle soluzioni su youtube e tutt’ora non capisco da dove siano usciti certi codici utili al problema del momento.

Oltre al fatto che questo gioco non è per niente divertente, lo sarà ancora meno dopo che ci si avrà messo un’infinità di tempo per finirlo; ebbene sì, questo titolo è estremamente lungo: vi basti pensare che per Post Mortem e Still Life ho impiegato 13 ore ciascuno, mentre a questo ho giocato 15 ore e non l’avevo ancora finito, anzi! Ho usato youtube per vedere almeno i filmati e i finali e mi mancava ancora un bel po’. No grazie, avevo già le palle abbastanza piene. Il fatto è che uno potrebbe metterci un attimo a collegare i due pezzi giusti per il problema del momento, ma potrebbe anche non avere visto quel minuscolo indizio che gli serve e rimanere bloccati per ore senza venirne a capo, solo perché non si è dei maestri nella bellissima pratica del pixel hunting.

Ah, mi sono tenuto per ultima una chicca davvero piccola ma che mi ha fatto incazzare come poche cose: spesso vi ritroverete a dover ascoltare il vostro personaggio dire qualcosa sull’oggetto che usa o stiamo cliccando (per esempio ci avvisa che non possiamo usarlo in quella situazione) e mentre parla ci sarà sempre l’animazione di lei che si tocca il mento e riflette, o cose del genere; potrete saltare la frase che il personaggio sta pronunciando se volete (magari uno è molto veloce a leggere e non vuole stare ad ascoltare ogni singola frase), ma non l’animazione che invece dovrà completarsi OGNI-VOLTA; immaginate questa rottura moltiplicata per le centinaia di volte che capiterà questa situazione.

Credo di avere detto tutto, o almeno ogni aspetto degno di nota; d’altronde Still Life 2 ha preso gli aspetti negativi del predecessore e li ha amplificati e in compenso non ne ha neanche uno positivo; ho perso il conto delle volte che ci ho imprecato contro ed è l’esempio che metterei sull’enciclopedia alla voce “gioco di merda”. Lo SCONSIGLIO fortemente a chiunque.

 

In sintesi:

Pro:

-?

Contro:

-la trama del predecessore viene elegantemente mandata a troie

-sono riusciti a peggiorare anche la grafica

-il gameplay è sbagliato in ogni scelta

-(PIXEL HUNTING) ²

Voto: 1.5/5

Articolo a cura di:
Giacomo Lorenzi
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Giacomo Lorenzi
Informatico conosciuto in rete col nickname Dusan, è appassionato di videogiochi (soprattutto avventure grafiche) e di fumetti. In Borderlain il suo scopo è soddisfare il vostro lato nerd più esigente o lasciarvi anche solo curiosare all’interno della rubrica che porta il suo soprannome.