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Videogiochi

Recensioni VideoJack: The Coma – Recut

Benvenuti al secondo appuntamento con VideoJack: il titolo di oggi è nient’altro che il remaster de The Coma – Cutting Class, ovvero lo stesso gioco con delle migliorie e adattamenti grafici.

Per iniziare, un appunto sulla grafica di The Coma – Recut: le ambientazioni e i personaggi sono disegnati a mano in stile orientale, perciò giocando sembrerà di leggere un manga/anime. Personalmente adoro questo tipo di grafica applicata ai videogiochi.

Anche se può sembrare spoiler, per spiegarvi bene il gioco vi dovrò raccontare, mio malgrado, la maggior parte della trama, ma in realtà la storia è molto semplice, lineare e abbastanza corta e la maggior parte di essa sarà svelata nei primi minuti di gioco.

Iniziando The Coma – Recut, vedremo che impersoniamo Youngho, ragazzo che deve affrontare gli esami di fine semestre del liceo e che si sveglia in ritardo proprio la mattina in cui iniziano, perciò la nostra avventura inizierà con una corsa a scuola. Qui ci facciamo un’idea del gameplay: il personaggio si muove con scorrimento laterale lungo gli ambienti e con un tasto potremo dialogare con le persone incontrate.

Una volta arrivati a scuola, dopo qualche dialogo che ci darà un quadro sulle dinamiche relazionali tra il protagonista e le altre persone che conosce in loco (compresa la bellissima professoressa per la quale il nostro giovane ha evidentemente un debole e dalla quale è stimato per il suo ottimo rendimento), ci siederemo al nostro posto e inizieremo il test. Tranquilli, noi non dovremo rispondere a nessuna domanda, anche perché il caro Youngho si addormenterà poco dopo, e mentre stiamo pensando che sia proprio la maniera migliore di iniziare un esame, ci ritroveremo in una scuola buia e apparentemente vuota.

Poco dopo aver iniziato ad aggirarci tra i banchi vuoti e l’ambiente stravolto, con gli interrogativi che giustamente frullano nella testa nostra e di Youngho, faremo il nostro primo incontro con la nostra unica nemesi: quella che sembra la nostra professoressa preferita, ma che in realtà non è altro che una figura identica a lei, armata di coltello o accetta, che cercherà di ucciderci.the coma- recut

A questo punto, entriamo nel vivo del gameplay di The Coma – Recut. Oltre a camminare, potremo correre, rotolare e nasconderci in armadietti e posti simili, unica via di fuga all’assassina che ci insegue dato che non abbiamo possibilità di combattere. A questo punto è chiaro che stiamo giocando ad un survival horror di stampo classico; il nostro inventario sarà abbastanza limitato, il che ci fa intuire che dovremo giostrarci per bene gli oggetti con cui avremo a che fare. Il nostro obiettivo è semplice: dovremo sfuggire alla nostra nemica quando la incontriamo, capire dove ci troviamo e perché per riuscire ad evadere.

Questo é tutto riguardo la profondità di gioco; è un titolo molto semplice, sia dal punto di vista narrativo che del gameplay: sebbene spesso sia un vantaggio, in questo caso è la maggior nota negativa. Nonostante mi sia divertito molto con questo gioco, bisogna ammettere che tra storia, personaggi, ambientazione, ecc… non c’è nessun aspetto davvero particolare che sia degno di nota. Inoltre il gioco punta a tenerti in tensione perenne e farti salire il terrore quando incontri la tua nemesi, ma in realtà è tutto molto ripetitivo e a meno che non si sia davvero dei fifoni (come il sottoscritto) le sensazioni di tensione rischiano di sparire facilmente. Per fortuna la possibilità degli incontri spiacevoli aumenta col progredire dell’avventura e ciò aiuta a tenere l’attenzione al di sopra di una soglia minima.

Oltre all’obiettivo principale, se ne aggiungeranno altri che formeranno una sottotrama apprezzabile che aggiunge difficoltà al gioco; inoltre in base ai nostri traguardi avremo modo di vedere più finali diversi, più o meno “buoni” o “cattivi”. Devo ammettere che questi mi hanno lasciato un po’ perplesso dato che chiariscono relativamente la trama percorsa, ma allo stesso tempo mi piace come lascino ampio spazio ad un possibile sequel, che io mi auguro fortemente.

La longevità non è alta anche se le meccaniche presenti lasciano a chi sta giocando la possibilità di influenzarla. Personalmente ho impiegato poco più di una decina di ore (ma ho dovuto rigiocarci per accedere ad un finale migliore del primo raggiunto), ma se uno conosce già il gioco e sa esattamente cosa fare, in un’oretta lo finisce.

Per concludere, The Coma-Recut è un gioco che mi è piaciuto molto e mi ha divertito, anche se sono influenzato da stile visivo e trama che ho trovato personalmente interessante. Non saprei purtroppo a chi consigliarlo, data la fusione di diversi elementi già esistenti ma nessuno spunto davvero nuovo. Gli habitué dei survival potrebbero ritenerlo troppo semplice e lo stile visivo esclude automaticamente chiunque non apprezzi il disegno orientale.

In sintesi

Pro:

-gameplay semplice ma attivo

-data la semplicità, la bassa longevità è una buona cosa

Contro:

-la ripetitività può fare in modo che la tensione lasci spazio alla frustrazione o peggio alla noia

-presenti molti cliché

De gustibus:

-grafica manga/anime

Voto: 3.5/5

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Giacomo Lorenzi
Informatico conosciuto in rete col nickname Dusan, è appassionato di videogiochi (soprattutto avventure grafiche) e di fumetti. In Borderlain il suo scopo è soddisfare il vostro lato nerd più esigente o lasciarvi anche solo curiosare all’interno della rubrica che porta il suo soprannome.