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Mihajlovic impara, Astori insegna: la vita è una

Mihajlovic

Mihajlovic è di nuovo l’allenatore del Bologna. Lo era ancora, sin da quando gli era stato diagnosticato un male che, solo a pensarlo o a pronunciarlo, provoca una lacerazione emotiva. Sinisa non ha mai smesso di essere l’allenatore dei rossoblu ma adesso può tornare ad esserlo a tempo quasi pieno. Qualche limite c’è ancora ma a volte gli ostacoli hanno la forza di compattare chi deve saltarli e chi può solo assistere alla sfida. Perché quando la vita tocca i nostri eroi, amici, familiari, cominciano le riflessioni. E quando è giusto fermarsi un attimo, qualcuno trova sempre un motivo per sputare veleno. Non è successo con Miha, era accaduto con Davide Astori. Non sulla sua persona ovviamente, ma sul fatto che, a volte, la grande industria del pallone debba bloccarsi.

Più di un anno e mezzo fa, il capitano della Fiorentina se ne andava, era il 4 marzo 2018. La notte prima, alla vigilia di Udinese – Fiorentina, Davide si era addormentato per poi non svegliarsi più. Turno di campionato sospeso e rimandato e, ancora, il solito interrogativo: giusto fermarsi? Sì: la risposta, giusta, senza esitazione. No, l’imperativo morboso di chi preferisce la polemica. “La vita di un calciatore ha lo stesso peso e valore di quella di un operaio, categoria per cui non c’è la stessa attenzione”. Sarebbe stupido anche solo discutere questa osservazione ma il punto è un altro. Perché si pensa al bene dell’uno facendo male all’altro? Perché per legittimare qualcuno, si disprezza un altro? La vicenda di Astori è stata così inaspettata, tumultuosa, densa di rabbia e dolore da annullare qualsiasi senso logico. Un ragazzo scomparso, un ragazzo che sarebbe potuto essere uno di noi, un amico, un fratello, un conoscente, strappato senza un perché alla vita.

Per una volta che una decisione è giusta allora, lasciamo correre il resto. C’è sempre tempo per arrabbiarsi, molto di meno per assaporare, ricordare, piangere. Ce lo ha fatto capire Davide Astori, ce lo ha ridetto Sinisa Mihajlovic, non dimentichiamocelo: la vita è bella.

Luca Villari

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Luca Villari
Mi appassiono alla letteratura guardando prima le figure sulle riviste per poi compiere il grande passo: raccontare le storie degli altri. La gente è il più grande spettacolo del mondo. Il sigaro è solo a scopo illustrativo e per tentare di darsi delle arie, come chi aumenta l'autostima con gli occhiali da sole.