Ai nonni che ci sono a quelli che non ci sono più
Società

Ai nonni che ci sono e a quelli che non ci sono più

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Questa lettera è dedicata ai nonni che ci sono e a quelli che non ci sono più.

Cari nonni,

non conosceremo mai abbastanza quello che avete visto e vissuto prima di noi. Dai vostri volti timidi nelle immagini che vi raffigurano da bambini si scruta una serenità d’altri tempi, nonostante tutto quello che vi stava accadendo intorno. A volte non bastano i racconti e le foto per descrivere una guerra mondiale, la povertà, la fame e la ricerca di un’identità sociale in un paese distrutto. È in quel paese che la maggior parte di voi ha raggiunto l’età adulta. Erano altri ideali, altri valori, altri tempi. Molti di voi hanno vissuto il boom economico inconsapevoli di quello che sarebbe accaduto di lì a poco e che in parte vi avrebbe riguardato in prima persona.

 

Ai nonni che ci sono a quelli che non ci sono più

 

Questo pensiero va a voi, nonni. A voi che siete stati nipoti a vostra volta e che prima di noi avete capito cosa voglia dire lasciare andare per sempre i propri cari. A voi che siete il nostro punto di riferimento per coltivare la memoria delle nostre origini. Quando ci raccontate ciò che avete vissuto e le vite delle persone che ci sono state prima di voi non possiamo fare altro che ascoltarvi. Nonostante i vostri racconti siano sempre gli stessi, ogni volta esce fuori un nuovo aneddoto, un prezioso tassello in più per ricostruire mentalmente ciò che è accaduto prima di noi. 

Ai nonni che ci sono a quelli che non ci sono più

È guardando le vostre mani stanche che capiamo come il tempo può modificare le persone. Voi ci fate capire cosa voglia dire giungere al capolinea della propria vita, passando gli ultimi vostri anni guardandoci crescere e sapendo che probabilmente sarete i primi a salutarci per sempre. Sarà per questo che tendete sempre un po’ a viziarci. Ci insegnate che di tempo ne abbiamo ancora, ma che forse non è abbastanza. Per questo dovremmo vivere ogni giorno senza esitare di fare ciò che ci fa sentire davvero bene. Allo stesso tempo ci fate capire che se anche le cose non vanno come vorremmo, la vita va avanti e una soluzione la si può sempre trovare.

Se non ci siete fisicamente in qualche modo vi sentiamo e se non vi abbiamo realmente conosciuto siete comunque parte di noi. Voi che siete una figura di confronto e di conforto. A volte ci guardate con uno sguardo un po’ critico perché vi ricordiamo come eravate quando avevate la nostra età. Riflettete molto su come i tempi siano diversi e accettate disarmati i cambiamenti tecnologici che non sembrano più riguardarvi in prima persona.

Poi ci siamo noi nipoti che, se abbiamo la fortuna di conoscervi quando siamo piccoli, vi crediamo eterni. Ma gli anni passano inevitabilmente anche per noi e probabilmente quando cresciamo non vi diamo le giuste attenzioni. Forse ce ne accorgiamo quando siamo consapevoli di non avere più tanto tempo da passare con voi. Allora vorremmo tornare indietro, ma ci avete insegnato che si può solo guardare avanti.

Cari nonni la vostra memoria, finché c’è, è un tesoro di valore inestimabile, che ha diritto di essere tramandata a chi verrà dopo di voi e dopo di noi. Questa lettera è dedicata a voi, che in qualche modo sarete sempre con noi.

 

Isabella Calderoni

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Isabella Calderoni
Bolognesità doc, garbo e pazienza caratterizzano Isabella since 1994. Ex-studiosa di cinema e di nuovi media, sogna di realizzare documentari con filmati d'archivio in maniera indipendente.